Hostess Meridiana Fly: «No a dieta e taglia 42»

La nuova divisa prevista per le dipendenti della compagnia Meridiana FlyOlbia – Dura la protesta delle lavoratrici della compagnia aerea Meridiana Fly, a seguito della decisione dell’azienda di imporre una nuova divisa, nelle due sole taglie 40 e 42. La lamentela sul cambio di divisa, a cui si è seguita anche una petizione delle dipendenti, si aggiunge a una situazione non proprio rosea per l’azienda.

La compagnia del principe Aga Khan, attualmente è impegnata in un nuovo piano di risanamento: i lavoratori sono sottoposti a decurtazione di stipendio o alla cassa integrazione. Di recente è stata disposta l’acquisizione di Air Italy, dalla quale sembra che le hostess erediteranno la divisa.
La decisione proviene dalla nuova responsabile dei servizi di bordo, Cristina Ceolin. Quest’ultima, ex modella e moglie dell’AD Giuseppe Gentile, ha disegnato le divise proprio per la Air Italy.

I cambiamenti previsti non sono stati recepiti con favore dalle dipendenti, le quali si sono espresse in termini duri, ribadendo le proprie posizioni anche in una lettera indirizzata al proprietario della compagnia, e al presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci.

«A seguito delle recenti dichiarazioni della dottoressa Ceolin, vorremmo manifestare, in qualità di dipendenti Meridiana Fly, il nostro dissenso riguardo al loro contenuto, ovvero all’applicazione di normative sul controllo del peso e l’adozione dell’uniforme Air Italy per il personale navigante. Riteniamo altamente lesive della dignità femminile simili affermazioni, nonché marcatamente sessiste e discriminatorie», hanno dichiarato le dipendenti.
E poi hanno proseguito «Facciamo notare alla Ceolin che l’età media delle assistenti di volo del gruppo Meridiana Fly è di 42 anni. Pertanto l’applicazione della normativa è da considerarsi improponibile sia per ragioni etiche, di rispetto del lavoratore, che fisiologiche». Di conseguenza la nuova divisa poco si adatterebbe ben poco alle loro esigenze.

E infine concludono le hostess: «Chiediamo che non venga attuata nessuna irrispettosa norma sulle taglie delle uniformi e di mantenere quelle attuali, la cui sobrietà e vestibilità sono caratteristiche del ruolo ricoperto. Ruolo a cui progressivamente sono stati aggravati carichi di lavoro e oneri, tanto da renderlo ben distante da quello stereotipo desueto di hostess-mannequin a cui la Ceolin fa riferimento».
Intanto in attesa della replica da parte dei vertici della compagnia, prosegue la raccolta delle firme per la petizione promossa dalle lavoratrici.

 Angela Piras

Foto: gulliver.it; naviganti.org

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