Hollande risponde alla Merkel: gelo a Burexelles

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Opinioni divergenti tra i governi di Parigi e Berlino sull'economia europea

Bruxelles – In mattinata era giunta la proposta della cancelliera tedesca Angela Merkel riguardo un potere di supervisione e di veto sui bilanci statali per il Commissario agli Affari Economici della Commissione Europea.
Con l’avvio del vertice tra i capi di stato dell’Unione, che inizia oggi, anche il presidente francese Hollande ha esposto la sua opinione, non del tutto compatibile con quella di Berlino.

Hollande ha ribadito l’importanza dell’unità bancaria, che deve avere la precedenza su quella di bilancio prospettata da Angela Merkel. «La sola decisione che dobbiamo prendere – ha detto l’inquilino dell’Eliseo – è la conferma della messa in funzione dell’unione bancaria entro fine anno», specificando che in particolare questo passo deve riguardare la supervisione centrale.
Delineando i passi del vertice di questa settimana, Hollande ha chiarito che «discuteremo di come attuare le decisioni che abbiamo preso a giugno», ribadendo l’importanza del meccanismo di stabilità per consentire di rifinanziare la Spagna facendo anche scendere i tassi.
Delineando le divergenze tra Parigi e Berlino, il presidente francese ha messo in chiaro che si i motivi principali «si possono trovare nel calendario elettorale; noi usciamo dalle elezioni presidenziale, Merkel ha i suoi appuntamenti nel settembre del 2013».

Il progetto di unione bancaria era stato presentato il mese scorso alla Commissione e necessita del via libera dei 27 stati membri per diventare operativo. Il progetto prevede un’operazione di supervisione sulle banche, centralizzata presso la BCE, già a partire da gennaio 2013, quantomeno per gli stati della zona euro.
Il sistema creerebbe un sistema comune di garanzia dei depositi bancari dei cittadini, venendo in soccorso dei cittadini i cui istituti bancari fossero falliti, e permetterebbe ai paesi che ricevono fondi per la ricapitalizzazione delle banche di non doverli garantire direttamente, evitando un’ulteriore crescita del debito pubblico.

I dubbi ancora una volta provengono dal nord Europa, Germania in testa, che vorrebbe quantomeno limitare alle sole “banche sistemiche”, quelle più importanti, lasciando fuori gli istituti regionali. E qui si è inserito il tema elettorale citato dal presidente francese, perché proprio gli istituti regionali sono fondamentali in Germania proprio per il finanziamento delle campagne elettorale. Inoltre il timore nordico di trovarsi a pagare i debiti contratti dagli altri paesi, meno rigorosi nei conti, è sempre molto forte e non può essere sottostimato.

Andrea Bosio

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