Hillary Clinton: «Mia la responsabilità degli attacchi di Bengasi»

Per la Clinton si prospettano tre anni di preparazione alle elezioni del 2016

Washington D.C. – Atto conclusivo del suo mandato come Segretario di Stato, Hillary Clinton, braccio destro di Barack Obama nel primo mandato e da molti indicata (in un sondaggio del Washington Post ha ottenuto una popolarità del 67%, persino maggiore del rieletto Obama) come papabile alla sua successione nel 2017, ha dovuto presentarsi presso il Congresso, in un’audizione per accertare la realtà dei fatti di Bengasi dello scorso 11 settembre, quando in un attacco terroristico – scatenato sulla scia delle proteste per il film blasfemo contro Maometto – venne ucciso l’ambasciatore statunitense Chris Stephens.

La Clinton, reduce da diversi problemi di salute che l’hanno tenuta lontana dalla politica attiva per tutto il mese di dicembre, e che avevano fatto rincorrere voci infondate su una possibile malattia, ha ammesso in lacrime di essere la sola responsabile di quanto accaduto, per poi ricordare sia il suo ruolo di “ministro degli Esteri”, svolto con «l’onore di aver rappresentato il Paese», sia il triste episodio del rientro delle salme delle vittime di Bengasi: «Ero accanto al presidente Obama quando i marine hanno preso dall’aeroplano nella base di Andrews le bare avvolte nella bandiera americana. Ho abbracciato madri, padri, sorelle e fratelli e figli e figlie e vedove lasciate sole ad allevare i bambini».

Al di là della reazione umana, l’intera seduta si è svolta in un clima particolarmente teso – come è giusto che fosse, in un caso particolarmente delicato come questo – con la maggioranza repubblicana della Camera dei rappresentanti che ha sparato a zero sulla Clinton, incapace di garantire la sicurezza degli diplomatici statunitensi in Libia. Particolarmente violento l’attacco di John McCain, senatore dell’Arizona e candidato alle elezioni presidenziali del 2008, che ha detto al segretario di Stato uscente: «Dovevamo fare di più dopo la caduta di Gheddafi, non abbiamo fornito la sicurezza che era necessaria. Non abbiamo dato loro il tipo di assistenza che sarebbe stata fondamentale per smantellare la milizia».

La Clinton ha tuttavia risposto punto per punto, invitando a non abbassare la guardia e mantenere l’impegno statunitense ovunque nel mondo vi siano conflitti: «Quando l’America è assente, specialmente nelle situazioni di instabilità, ci sono conseguenze: gli estremisti si radicano, i nostri interessi soffrono e la nostra sicurezza in patria viene minacciata».

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews