Hijab Porn: la nuova frontiera del porno è con il velo

Da oltreoceano spopola l’Hijab porn, nuovo genere cinematografico hard dove le protagoniste femminili indossano il velo

Hijab porn, la nuova frontiera del porno feticista (fanpage.it)

Hijab porn, la nuova frontiera del porno feticista (fanpage.it)

Se uno degli obiettivi primari dei militanti dell’Isis era quello di penetrare a fondo nell’immaginario collettivo occidentale a suon di video truculenti con tanto di montaggio hollywoodiano, la missione è compiuta. Ma restando proprio in tema (ehm) di “penetrazioni”, ecco che l’occidente risponde con una delle sue armi più ambite e orgogliosamente sbandierate: il sesso zozzo nella sua versione cinematografica, vale a dire il porno. Stavolta, però, non si tratta di una normale proliferazione di video copulativi più o meno virali, bensì di una vera e propria diramazione di genere solo apparentemente parodistica. Signore e signori, ecco a voi l’Hijab Porn.

Un fotogramma da "Mia Khalifa is cumming to dinner", primissimo film hard considerato hijab porn (vice.com)

Un fotogramma da “Mia Khalifa is cumming to dinner”, primissimo film hard considerato hijab porn (vice.com)

FETICISMO 2.0 – Militanti e simpatizzanti Isis, insomma, si sono lasciati un pochino sfuggire la situazione di mano se ora sono costretti a rendersi conto dell’esistenza di un fenomeno che, in men che non si dica, ha ottenuto quasi più diffusione delle loro puntuali e mirate propagande sanguinarie. Proprio il concetto di cultura musulmana è, dunque, stato capovolto e trasformato in veri e propri film porno dalla sostanza molto particolare: le protagoniste femminili, durante le scene di sesso, indossano un hijab, vale a dire il velo con cui ogni donna deve coprirsi il capo secondo un’antica tradizione musulmana. Questa particolare caratteristica, in definitiva, consente di accostare questi specifici video a qualunque altra tipologia di feticismo.

UNA TRAMA? – La trama (per modo di dire) tipica di un hijab porn, sostanzialmente, è la seguente: una ragazza di origini mediorientali che vive negli Usa (patria di maggior sviluppo del genere) presenta alla sua famiglia un ragazzo caucasico. La giovane non usa portare il velo tranne quando è in casa, dove a usarlo è anche la zia che vive con lei. A tavola, i tre hanno una discussione incentrata proprio sulla differenza culturale a livello tradizionale. La zia prende il ragazzo per parlargli in privato ma ciò che ne risulta è l’inizio di un amplesso. La nipote, nel frattempo, li scopre e subito prende piede un sano e gioioso rapporto a tre, con e senza velo.

Mia Khalifa, l'attrice hard libanese minacciata di morte (blitzquotidiano.it)

Mia Khalifa, l’attrice hard libanese minacciata di morte (blitzquotidiano.it)

IL PRIMO – Mia Khalifa is cumming to dinner è il titolo del film incentrato su queste sequenze. Primissimo prodotto sfornato da una grande produzione, la statunitense BangBros, e basato sulla su hijab indossati come unico capo dalle protagoniste femminili, il film ha letteralmente rinnovato la filiera industriale del porno d’oltreoceano. Soprattutto la protagonista, Mia Khalifa, è diventata il nome più ricercato dai motori di ricerca hard, ma l’intero esperimento si è letteralmente trasformato in genere, innalzando a dismisura anche le doti artistiche dell’attrice libanese che, da un momento all’altro, si è ritrovata a passare dal completo anonimato a una fama che include serie e pericolose minacce di morte.

UN MARCHIO DESTINATO A CRESCERE – Stando a quello che si apprende dai rotocalchi internazionali, sembra che quello dell’hijab porn sia un marchio destinato a crescere a dismisura nel corso degli anni con conseguente moltiplicazione del quoziente di provocazione. Che sia uno spunto per una sorta di unificazione tra i due poli più opposti del pianeta? No, non siamo impazziti: gli Usa sono da sempre tra i maggiori produttori di pellicole hard a livello mondiale e, per contro, i primi paesi a fare maggiore uso di pornografia sulla rete sono proprio quelli di religione musulmana (Iraq ed Egitto per primi, seguono, Pakistan, Iran, Marocco, Arabia Saudita e Turchia).

Foto: vice.com / fanpage.it / blitz quotidiano.it

Stefano Gallone

@SteGallone

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