Hi-Tech: in futuro si potrà ricaricare gli smartphone con l’urina

Arrivano i calzini che ricaricano gli smartphone con l’urina. Per chi avesse il coraggio di indossarli, la paura di perdere una chiamata importante a causa del dispositivo scarico sarà solo un brutto sogno (telegraph.co.uk)

Può capitare a tutti quel terribile momento in cui si è per strada e il proprio smartphone decide di scaricarsi. Nel mondo d’oggi non poter utilizzare il proprio principale strumento di comunicazione può risultare un grande problema, soprattutto per chi lavora con la tecnologia e necessita di contattare continuamente colleghi o clienti.

RICARICARE GLI SMARTPHONE CON L’URINA - Seppure esistano molti metodi per ricaricare il proprio smartphone quando non si è a casa né si dispone di una presa di corrente a pochi metri, l’University of West England propone uno stratagemma assolutamente anticonvenzionale e bio friendly che potrebbe concretizzarsi nei prossimi anni. Per gli scienziati del Bristol BioEnergy Centre in futuro si potrà ricaricare gli smartphone con l’urina, attraverso delle calze speciali che trasformano le escrezioni fisiologiche umane in energia.

COME FUNZIONANO I CALZINI MAGICI - Questo progetto ambizioso si avvarrebbe di un sistema alquanto particolare: all’interno dei calzini per ricaricare gli smartphone vengono inserite delle pile a combustibile microbiologica che permettono di trasformare l’urina in energia elettrica. Il sistema è già stato brevettato con uno smartphone e ha avuto successo, senza però l’utilizzo dei calzini. Il dottor Ioannis Ieropoulos, coordinatore della ricerca, ritiene che il sistema per ricaricare gli smartphone con l’urina possa essere anche indossabile ed ha quindi avviato le prove tecniche per scoprire se i dispositivi tornino con la batteria in verde durante il movimento.

Per ora i calzini speciali hanno questo aspetto, anche se i ricercatori stanno cercando di renderli più discreti (metrouk.com)

FUNZIONANO. MA CHI HA IL CORAGGIO DI INDOSSARLI? - Il sistema indossabile si prefigge di essere autosufficiente: il calzino che contiene l’urina viene alimentato dal movimento del piede, che funziona come una pompa. Il Bristol BioEnergy Centre ha da poco proposto anche un sistema di alimentazione della corrente elettrica dei campi profughi attraverso l’urina.

Sembra proprio che la pipì sia il pallino di questi ricercatori d’avanguardia anche se, nel caso questi prototipi venissero inseriti sul mercato e qualcuno decidesse di utilizzarli – dimenticando l’imbarazzo di indossare dei calzini colmi d’urina -, si riscontrerebbero dei notevoli risparmi sul consumo di corrente elettrica convenzionale.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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