Heavy metal studiato all’università: un simbolo della cultura europea

L’heavy metal sarà oggetto di studio in uno speciale corso universitario a Helsinki. Il docente coordinatore del corso è il musicista e musicologo italiano Paolo Ribaldini (blabbermouth)

Helsinki – Questo esclusivo evento profuma come una vittoria raggiunta dopo decenni di duro lavoro per tutti gli amanti e gli studiosi dei generi musicali più duri. L’heavy metal sarà oggetto di studio presso l’università di Helsinki e verrà considerato alla stregua delle altre discipline di competenza della musicologia, della sociologia e della semiotica musicale.

I Nightwish sono uno dei gruppi metal finlandesi più famosi al mondo (metalinjection.net)

HEAVY METAL STUDIATO ALL’UNIVERSITÀ - A tendere la prima mano verso questo genere è proprio la Finlandia, una terra fucina dei movimenti musicali di stampo metal e d’avanguardia che, grazie ai numerosi contributi dei suoi figli, ha portato il finnish metal sotto gli occhi del pubblico mondiale, riconoscendolo a tutti gli effetti come una corrente dalla importante valenza socioculturale e non solo come una moda giovanile passeggera.

LA CULTURA DEL DIVERSO - Per tutti gli appassionati di heavy metal, l’Università di Helsinki offrirà uno speciale corso diretto dal musicista, cantautore e ricercatore Paolo Ribaldini, talentuoso artista e studioso nostrano che ha trovato fortuna in Finlandia, dove si è trasferito dal 2012 per studiare musicologia. Paolo Ribaldini ha poi avviato un dottorato in musicologia presso l’Università di Helsinki dove terrà, questa estate, lo speciale corso sulla storia dell’heavy metal, focalizzandosi sugli aspetti sociologici, filosofici e semiotici del movimento musicale. Secondo il dottorando la storia dell’heavy metal è una branca ancora in via di sviluppo e necessita di freschi contributi da parte di ricercatori favorevoli agli approcci multidisciplinari che non basino le proprie competenze esclusivamente su precetti del passato.

OBIETTIVI DEL CORSO - L’obiettivo principale del corso diretto da Ribaldini è quello di offrire dignità alla materia, sottolineando la sua valenza nella cultura musicale occidentale. In particolare, Ribaldini evidenzierà le dinamiche che portarono alla nascita della sottocultura metal negli anni Settanta e Ottanta, una realtà tutt’oggi in forte crescita e fortemente diffusa nell’Europa Settentrionale. Tra le varie competenze che gli studenti del corso di heavy metal potrebbero acquisire, si annoverano conoscenze di teoria e critica musicale, sociologia e semiotica della musica, antropologia musicale. Ribaldini offre inoltre la possibilità di toccare la materia con le proprie mani, organizzando gite dedite all’ascolto di musica heavy metal suonata dal vivo, in particolare quella prodotta dai musicisti locali.

I Children of Bodom, altro importante gruppo della scena metal finnica (metallized.it)

SPERANZE PER LA MUSICOLOGIA CONTEMPORANEA - Le vicende di questo giovane studioso offrono un barlume di speranza per gli studiosi delle correnti musicali contemporanee, nonostante molti centri universitari di stampo musicologico si mantengano ancora a debita distanza da movimenti più estremi come l’heavy metal. Il fatto che un proprio un italiano tenga un corso universitario sull’heavy metal in Finlandia dà adito a mille riflessioni. Innanzitutto ci potremmo trovare dinanzi a un nuovo caso di ‘fuga di cervelli’, dove un eccellente ricercatore viene preso in considerazione a circa tremila chilometri da casa, probabilmente perché la materia da lui studiata non è ancora ritenuta alla stregua delle altre discipline proposte nelle classi universitarie italiane.

Paolo Ribaldini ha partecipato anche al Talent Show The Voice of Finland

HEAVY METAL STUDIATO ALL’UNIVERSITÀ ITALIANA: UN’UTOPIA? - In secondo luogo, sono davvero poche le probabilità per un giovane studioso di vincere un dottorato sulla storia dell’heavy metal presso una facoltà italiana, dove spesso l’accademismo tende a scindere nettamente i fenomeni musicali da considerarsi oggetto di studio rispetto a quelli che non necessitano di essere contemplati, nonostante abbiano mosso migliaia di artisti, ascoltatori e movimenti culturali. Dimentichiamo spesso che la musica è fatta di centinaia di sfaccettature diverse: musica è il pallavi indiano, le min’yō giapponesi, i corali di Bach, il blues, le sinfonie di Beethoven, la tarantella, il jazz, il serialismo, l’heavy metal e molto altro ancora, tutti figli di una stessa madre che godono di luce propria e sono degni di essere analizzati e diffusi.

Ma è proprio questa necessità di voler distinguere a tutti i costi la Cultura dalla cultura che inesorabilmente sta conducendo molti centri di ricerca  verso una stasi preoccupante, un letargo che gira sempre sulle stesse progressioni dal quale sembra sempre più difficile uscire per chi non ha la forza e il coraggio di stare al passo con i tempi.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock



 

 

 

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