Hawaii, il Senato approva la legge sulle nozze gay

Sempre più stati, negli Usa e nel mondo, autorizzano la celebrazione delle nozze gay

Sempre più stati, negli Usa e nel mondo, autorizzano la celebrazione delle nozze gay

Honolulu – Il Senato delle Hawaii, il quarantanovesimo stato degli Usa, ha approvato con una larghissima maggioranza la legge che autorizza la celebrazione delle nozze gay nel proprio territorio. La proposta di legge ha avuto 20 voti a favore, 4 contrari e un astenuto, un risultato piuttosto scontato se si pensa che dei venticinque senatori hawaiani, solo uno è repubblicano, mentre i restanti ventiquattro sono democratici.

La proposta passa ora alla Camera dei Rappresentanti, che dovrebbe apportare alcune modifiche alle esenzioni per i ministri del culto, così come riferito dal portavoce democratico Scott Saiki. Nel testo licenziato dal Senato, infatti, i ministri e gli altri membri delle congregazioni religiose sono esentati dalla celebrazione dei matrimoni omosessuali, ma tale diritto non si estende alle attività commerciali, che non possono rifiutarsi di ospitare cerimonie di nozze gay. Negli Stati Uniti d’America, infatti, è consuetudine che i matrimoni si svolgano in sale ricevimenti, strutture e parchi pubblici, addirittura nel giardino di casa propria.

L’approvazione definitiva della legge non dovrebbe comunque rappresentare altri problemi: anche alla Camera, la maggioranza dei democratici è talmente ampia (44 a 7) da consentire sicuri margini di manovra. Se, come dunque è probabile, il testo verrà approvato in via definitiva entro il mese di novembre, le Hawaii diverranno il quindicesimo Stato americano a prevedere la possibilità per i gay di contrarre regolarmente matrimonio con le stesse modalità previste per le coppie eterosessuali.

Gli omosessuali, allo stato attuale delle cose, possono contrarre matrimonio in: California, Connecticut, Delaware, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Minnesota, New Hampshire, New Jersey, New York, Rhode Island, Vermont, Washington, nel District of Columbia (ove si trova la capitale Washington), in alcune contee del New Mexico e anche in sette distretti sotto la giurisdizione dei Nativi Americani in Michigan e California. Questa ultima possibilità è concessa grazie a una speciale regolamentazione dei rapporti tra gli Indiani e lo Stato federale, nonostante sia poi complesso ottenere il riconoscimento ufficiale dell’unione se la tribù si trova in uno stato che non prevede le nozze gay.

Stefano Maria Meconi

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