Harold Shipman: le anomalie del Dr. Morte

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Dr. Harold Shipman - bbc.co.uk

Londra – All’inizio degli anni ’60, Harold Shipman era un adolescente dall’aspetto compìto ed ordinato. Secondo dei 3 figli dei coniugi Shipman, il ragazzo crebbe in una modesta famiglia osservante metodista.

Il giovane era un individuo solitario, insofferente verso gli altri e caratterizzato da una certa propensione alla superbia, cosa che lo rendeva spocchioso con chiunque non fosse l’adorata madre, Vera, la quale a sua volta, considerava Harold la propria pupilla. Vera e figlio erano inseparabili e lo rimasero anche quando la donna si ammalò di cancro ai polmoni. Un male incurabile e invasivo che obbligava il medico curante a continue visite a domicilio per sottoporre la paziente a potenti iniezioni di morfina per allevviarle i tremendi dolori. In quelle occasioni, Harold era sempre accanto alla madre e assisteva alle visite in silenzio. Poi, Vera morì. Era il 1963, il ragazzo aveva 17 anni, nessun affetto e una perdita incolmabile da patire.

La professione – Nel 1974, Harold diventa il dottor Shipman. Dopo la morte della madre, gli sforzi del giovane si erano concentrati sull’affermazione professionale. Nel 1970, egli aveva faticosamente conquistato la laurea in medicina alla Leed University Medical School, nel West Yorkshire e con il successivo internato in ospedale era poi stato nominato all’Abraham Ormerod Medical Centre nella cittadina di Todmorden (Yorshire). Era un buon momento.

La qualifica di medico e la possibilità di praticare in un piccolo centro avevano fatto del dottore un uomo noto e stimato dalla comunità ed egli – malgrado l’inalterata alterigia che lo distingueva e che gli alienava l’amicizia dei colleghi – era anche riuscito a sposarsi e ad avere una famiglia. Sembrava che l’adolescente inquieto avesse lasciato spazio ad un uomo maturo ed integrato nel tessuto sociale. Poi, nel 1975 Harold venne accusato di furto.

Stupefacenti – La prima ad accorgersi di gravi anomalie nel libro mastro dei medicinali fu l’addetta al controllo farmacia, Marjorie Walker. In effetti, agli atti del dottor Shipman erano annotati forti e frequenti dosi di petidina, un analgesico molto simile alla morfina, prescritte a pazienti che non solo non necessitavano della cura ma che, intervistati in seguito, non erano a conoscenza delle disposizioni mediche. Shipman venne sottoposto ad indagine interna. Inizialmente, egli negò poi confessò una tossicodipendenza da sedativi ma rifiutò di rinunciare alla professione. Minacciò ritorsioni e comunicò al centro medico che l’unico modo per sbarazzarsi di lui era cacciarlo. Colleghi e direttivo non aspettavano altro: Shipman venne allontanato con interdizione ai locali e costretto ad una terapia di disintossicazione presso un centro di recupero. Passarono 2 anni prima che potesse essere dichiarato guarito e ancora idoneo alla professione.

Un’altra occasione – Harold venne nuovamente assunto al Donnybrook Medical Centre di Hyde, nel Nord dell’Inghilterra. Qui, il dottore era intenzionato a non ripetere gli errori del passato: lavorava molto, si teneva distante dall’armadietto delle medicine e frenava il temperamento critico con i colleghi. Eppure ancora qualcosa non andava. Il titolare dell’agenzia di pompe funebri di Hyde, Alan Massey, era sbalordito dallo straordinario incremento di lavoro che si era prodotto dall’arrivo del dr. Shipman nella cittadina. Il sig. Massey, infatti, notò come buona parte delle salme che negli ultimi tempi affollavano la sua camera ardente fossero stati pazienti del dottore e, inoltre, Massey non potè fare a meno di rilevare come i defunti venissero recapitati in agenzia vestiti in abiti da giorno. Non sembrava, dunque, si trattasse di persone decedute per gravi malattie debilitanti e costrette a letto. I timori di Massey arrivarono fino alla polizia, la quale controllò le cartelle cliniche di Shipman: iter delle malattie, terapie, tempistiche. Tutto coincideva, nulla di cui impensierirsi. Massey si rassicurò e Shipmna continuò a lavorare.

Dr Morte – Nel 1998, gli inquirenti riesumarono il corpo di Kathleen Grundy. Si trattava di una 81enne rispettabile, conosciuta e molto attiva che in un giorno di giugno era sparita dalla circolazione ed era stata rinvenuta cadavere a casa propria. Il medico curante era il dr. Shipman, il quale affermò che il decesso era del tutto compatibile con i disturbi che da un po’ affliggevano l’anziana. Tutto normale, dunque, se non fosse per il testamento della signora. Un foglio di carta, battuto malamente a macchina che riservava a tal dr Harold Shipman una somma di 386mila sterline d’eredità. Una follia. La figlia della signora Grundy, Angela, iniziò a sospettare e richiese l’esame autoptico della madre e questo non lasciò dubbi sulle cause della morte: l’anziana era deceduta per un’overdose di morfina, somministrata 3 ore prima della morte. Shipman venne indagato.

Di fronte all’insistenza della polizia, il dottore dovette nuovamente mostrare i documenti e le schede sanitarie dei propri pazienti deceduti che, questa volta, gli inquirenti verificarono con attenzione e quello che scoprirono fu incredibile. Cartelle manipolate, schedari contraffatti, sintomi ideati alla bisogna per far aderire il male alla cura ed essa era sempre a base di sedativi. Preferibilmente morfina. Il risultato di 20 anni di attività del dottore aveva prodotto un fiume di decessi improvvisi, morti inattese, episodi medici poco rilevanti divenuti, in pochi giorni, casi clinici disperati. Harold Shipman aveva eliminato centinaia di persone, quasi tutte donne in un periodo compreso tra il 1978

kathleen grundy

Kathleen Grundy

e il 1998. Una strage di cui si possiedeno solo dati ipoteci poiché Shipman si dichiarò sempre innocente: da 215 a 236 individui.

La condanna – Nel 2000, Shipman venne ritenuto responsabile di almeno 15 omicidi accertati e condannato all’ergastolo nel carcere di Wakefild. La sua prigionia non durò a lungo: nel 2004, morì di presunto suicidio, impiccandosi con delle lenzuola.

Ancora oggi, Shipman resta un’anomalia tra i serial killer noti alla criminologia. Egli non sembrava spinto da incontrollabili pulsioni sessuali violente né da altri moventi (se si esclude la frode sul testamento della Grundy). Una buona risposta la diede tempo fa il coroner, John Pollard, all’emittente inglese Bbc news: <<L’unica spiegazione valida possibile è che semplicemente egli godesse a guardare la gente morire. La sensazione di controllare la vita e la morte ti fa sentire superiore>>.

Chantal Cresta

 

Foto || news.bbc.co.uk

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2 Risponde a Harold Shipman: le anomalie del Dr. Morte

  1. avatar
    Fede 14/05/2011 a 10:24

    Credo fosse semplicemente folle! Aveva le vocine nel cervello!

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      Chantal Cresta 14/05/2011 a 18:09

      Sì, certamente è così: era un folle. E’ un’interpretazione tanto sintetica quanto corretta per tutti i non addetti ai lavori. Tuttavia, il variopinto esercito di criminologi che si sono interessati alla vicenda hanno sempre cercato di dare un perché a questa follia.
      C’è chi ha parlato del cosiddetto “complesso di Dio”, come Pollard. Chi ha spiegato la cosa sostenendo fosse una sorta di “coazione a ripetere” della morte della madre, ovvero il tentativo di rivivere all’infinito l’ultimo attimo della vita di lei. Chi ha giustificato la carneficina affermando che, in realtà, Harold voleva essere catturato e fermato. Ecco perché – concludono – ha utilizzato un veleno come la morfina, così facilmente rintracciabile nei tessuti. Altri ancora ritengono l’opposto: era così convinto delle proprie capacità da essere sicuro di cavarsela a prescindere dal tipo di analgesico.
      Se ne sono dette tante per chiarire il motivo di questa follia ma la verità è che probabilmente nessuno avrà mai una risposta.

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