Guerra in Vaticano: tutto gira intorno a Bertone per la successione a Ratzinger

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Cardinal Tarcisio Bertone

Roma – Da Vatileaks a Wikileaks. Quello che scuote le mura vaticane è riassumibile così: file poco segreti, indiscrezioni papali strombazzate alla stampa, lotte intestine malcelate. Il tutto per preannunciare al mondo due cose: il cardinal Tarcisio Bertone, probabilmente, verrà rimosso dall’incarico di Segretario di Stato e, forse, il prossimo papa sarà italiano.

Bertone – La cosa più interessante che gira in Rete sulla complicata posizione del cardinal Bertone in Vaticano la riporta il blog Lettere43 sdoganando il termine “Vatileaks”. Pare che la nuova moda tra le sante mura sia sbertucciare il nemico attraverso rivelazioni choc di documento top-secret dato in pasto ai media. Recentemente fu il Fatto Quotidiano a lanciare il nuovo trend-con-saio rivelando un presunto complotto per uccidere papa Ratzinger. Documento che pare sia stato fatto trapelare per colpire il cardinal Bertone, ma sembra che questa sia solo la punta dell’iceberg.

Bertone è sempre più il tema caldo di molte polemiche. Fu lui, tempo fa, ad allontare Monsignor Viganò – l’uomo che risanò le casse papali in rosso di 8 milioni passando ad un saldo attivo di 43 milioni di euro – per aver scritto al Papa al fine di denunciare le corruttele all’interno del Governatorato che presiedeva dal 2009. Bertone vide, provvide e liquidò, anzi promosse Viganò all’alto nunzio apostolico di Washington. Promoveatur ut amoveatur. E così sia.

Ed è sempre il Segretario oggi a voler allontanare il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, il quale sarebbe sul punto di avviare le riforme necessarie a rendere trasparenti i movimenti finanziari della Banca vaticana. Cosa necessaria per far entrare l’Istituto nella “white list” dell’Ocse. Ma Bertone pare voglia far la trasparenza a modo proprio, come avrebbe voluto gestire a proprio modo l’Istituto Toniolo, forziere della curia lombarda ed ente di controllo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presieduto dall’ex arcivescovo di Milano, Tettamanzi. Anche qui scontro con relative rivelazioni del Fatto e del vaticanista Andrea Tornielli, che sul suo blog rimane sbalordito, non dalla querelle ma dalla risonanza di questa al di fuori della rumorosissima Santa Sede. Imbarazzante. E doveva esserlo davvero se Benedetto XVI in persona ha messo fine alla partita dando ragione a Tettamanzi. Ex arcivescovo: 1, Cardinale: 0.

E poi ci sono quegli strani rapporti tra Bisignani (quello della P4) e Marco Simeon, direttore delle relazioni internazionali ed istituzionali della Rai, bertoniano doc. Lo stesso Simeon che pare abbia passato i dossier su Dino Boffo a Il Giornale dell’allora direttore Feltri. E via così: incartamenti, scoop di giornali, scandali. Tutto sembra girare intorno a Bertone, per lui o contro di lui perché il cardinale è figura scomoda, troppo presente, troppo indaffarata soprattutto, si dice, in affari non suoi.

Il Segretario di Stato dovrebbe occuparsi della Chiesa Universale. Bertone, invece, è più attratto da quella italiana, o meglio dai rapporti con la politica italiana di cui si arrogò per lettera “il comando delle relazioni” quando Bagnasco salì al vertice della Cei. Roba mai vista in Vaticano perché, da sempre, i rapporti tra Stato pontificio e Stato italiano sono concertati dai vescovi. Malumori.

Allora, che succede: Bertone se ne va o rimane? Vatileaks non lo dice, non ancora. C’è però chi giura – e questo in Santa Sede vale qualcosa – che al cardinale 78enne, ormai solo e scaricato anche dallo storico alleato Opus Dei, verrà concesso di arrivare fino agli 80 anni, età del pensionamento. Intanto però Francia, Spagna e Germania sembra stiano già confabulando sul nome del futuro Segretario e se ciò è vero, questo la direbbe lunga sulla premura del Vaticano di risolvere la faccenda.

Scola – Se Vatileaks insegna, Wikileaks fa scuola. I suoi cablo sono un’istituzione tanto più se svelano che ai pii funzionari dell’Ambasciata americana con sede in Vaticano, sarebbe piaciuto avere un papa italiano. Meglio: sarebbe piaciuto avere il cardinale Angelo

Cardinale Angelo Scola
Il cardinale Angelo Scola

Scola come papa una decina di anni fa, ovvero da quel 2005 che vide la designazione di Ratzinger al soglio pontificio.

Il messaggio era partito da Roma in direzione USA, nel gennaio 2002. Il relativo cablogramma fu pubblicato da Wiki a fine 2011 ed è arrivato sul sito di Affaritaliani il 24 febbraio scorso.

Rivela ancora Wiki: allora non fu possibile designare Scola perché appena 60enne. Un ragazzino per il Vaticano alla ricerca di un volto che reggesse il trono in un “regno di transizione” dopo quello trentennale di Wojtila. Così si optò per Benedetto XVI.

Difficile dire oggi se l’ambasciata USA sia della stessa opinione, così come è difficile stabilire se a Scola potrebbe interessare l’eventuale pontificato. C’è chi sostiene di no ma qualsiasi cosa accadrà dietro San Pietro, si saprà in fretta. Da Vatileaks a Wikileaks. Amen.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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