Grillo vs Bersani. Il “ballo del Pd” ed il “nuovo politichese”

Bersani alla convention di Reggio Emilia

Bersani alla convention di Reggio Emilia

Roma – «Ti muovi sulla destra poi sulla sinistra, resti immobile nel centro, provi a fare un giro su te stesso […] Fingi di riandare avanti con un salto, poi a sinistra con la finta che stai andando a destra». Era il lontano 1998 quando Franco Battiato musicava le seguenti parole creando il singolo Il ballo del potere, inserito nel fortunato album Gommalacca. Il cantautore siciliano descriveva in maniera divertente ed efficace l’instabile gioco politico delle alleanze oltreché la tendenza opportunistica di mutare lievemente la connotazione ideologica di un partito per cogliere al balzo determinati trend elettorali.

Oltre al singolo caliente di Gustavo Lima e alla filastrocca del Pulcino Pio tra le hit di questa estate, un posto di rilievo non può non spettare a quello che, riallacciandosi a Battiato, potrebbe essere definito Il ballo del Pd. Infatti, durante la festa nazionale democratica di Reggio Emilia, Bersani si è esibito nell’ennesimo cambiamento per quanto concerne il tema delle future alleanze. Il segretario del Pd ha dichiarato di volersi tener stretto Vendola distaccandosi da Casini del quale ha (solamente ora?) denotato la differente indole storico-politica. Sembrerebbe saltato il progetto del “Polo della Speranza” avanzato ad inizio agosto. Bersani tuttavia ha parlato di un «centrosinistra aperto» non chiudendo le porte ad alleanze future in nessun senso, magari dopo il voto.

Altro tema caldo emerso dalla convention democratica è quello del duello a distanza tra Pierluigi Bersani e Beppe Grillo. Il leader del Pd, difendendosi dalle accuse del comico genovese, ha bannato il Movimento 5 Stelle come un gruppo di «fascisti della rete». Il battibecco che sta infiammando gli ultimi giorni d’estate ha visto poi Grillo rispondere insultando duramente Bersani tanto da definirlo «un piduista che in accordo con gli ex fascisti ha mangiato sulle macerie delle nazione». Ma gli insulti non finiscono qua. Basti pensare alle molteplici negative definizioni che Grillo ha attribuito al partito di Bersani, da lui stesso ribattezzato «Pdmenoelle». Tra queste è possibile citare epiteti quali «zombie» e «larve di democrazia ben pagate».

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Una climax ascendente di insulti che sembra lontana anni luce dal politichese colto, fatto di citazioni filosofiche e metafisiche, adottato dagli statisti della Prima Repubblica per dribblare domande di cronisti o militanti. Le «convergenze parallele» di Aldo Moro lasciano il posto allo slang dell’antipolitica più diretto ma di certo meno esemplare o educativo.

Bersani dal palco emiliano urla a Grillo «se vuoi seppellirmi vivo vienimelo a dire in faccia». Tuttavia la risposta politica all’antipolitica non può e non deve svolgersi semplicemente adottando lo stesso linguaggio che ha fatto la fortuna dei populisti. Il Pd necessita urgentemente di un risveglio e questo, tralasciando le forme offensive e rozze di Grillo, è possibile affermarlo con una certa oggettività e comunione di punti di vista. Ma tale scossa riguarda i contenuti del programma di partito e non il tono di voce dei discorsi del suo leader. Se la politica confonde i cittadini l’antipolitica avanza inesorabilmente. L’attacco frontale ad una fazione politica non può essere l’unico tema portato avanti dal Pd e questo Bersani dovrebbe averlo imparato sulla sua pelle.

A pochi mesi dalle elezioni i cittadini vorrebbero sapere quali saranno effettivamente le alleanze del Pd. Ci sarà una maxi coalizione in grado di riunire Vendola, Casini ed alcuni ministri di Monti o è solo fantapolitica? Quali saranno le scelte del Pd rispetto alle iniziative del Governo Monti: quali saranno avvalorate e quali invece saranno bloccate sul nascere? Le prossime campagne elettorali, questo si può affermarlo con certezza, avranno tutte come slogan la parola “crescita”. C’è da chiedersi allora quali misure il Pd intende effettivamente adottare per raggiungere tali obiettivi. Se il Pd andasse al Governo, come proverebbe a risolvere le questioni degli “esodati” e della disoccupazione giovanile?

Basterà rispondere a tutte queste domande, anche sottovoce, per rialzare un partito che, sin dalla sua nascita, stenta a decollare. Solo in questo modo si potrà la spallata decisiva all’antipolitica.

Matteo Scarano

Foto | giornalettimo.com; lettera43.it; navecorsara. it; www.navecorsara.it

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