Espulsi Artini e Pinna. Rivolta e accuse nel M5s. Delegazione verso casa di Grillo

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Trame che si infittiscono, intrighi, spionaggio, espulsioni. Quello che sta succedendo in queste ore dentro il Movimento 5 Stelle, dopo l’avvio delle consultazioni online per decidere sull’espulsione di Massimo Artini e Paola Pinna,  messi alla gogna per non aver aver restituito parte dello stipendio, rischia davvero di dare il colpo di grazia a Grillo e Co. Dietro la richiesta del leader del M5s ci potrebbe essere altro visto che i due “condannati”, con mezzo piede sul patibolo, si difendono pubblicando online le loro rendicontazioni con le foto dei bonifici che attestano i versamenti effettuati.

Il sistema “epurazione” ha già mietuto vittime dentro il movimento vista la mal sopportazione di Grillo per i “dissidenti” che hanno osato polemizzare con chi tiene le redini del M5s. Artini, che ha pure partecipare ad una trasmissione tv, ha polemizzato contro la gestione della comunicazione dentro il movimento, cosa fatta anche dalla Pinna che, dopo l’esito delle regionali, ha parlato di “situazione di stallo e comunicazione confusa nel M5s”.

ESPULSIONE ONLINE, GRILLO: “FUORI ARTINI E PINNA”

Alle 11 di questa mattina è stata avviata sul blog di Beppe Grillo la procedura di espulsione dei due deputati del movimento, Massimo Artini e Paola Pinna. Gli iscritti cinquestelle  hanno avuto tempo fino alle 19 per votare a favore o contro l’espulsione dei due per “violazione del codice di comportamento sulla restituzione di parte dello stipendio”. La consultazione on line sul blog di Beppe Grillo, alla quale hanno partecipato 27.818 iscritti certificati, si è conclusa con esito favorevole per l’espulsione Un voto  Alla domanda “Sei d’accordo che Pinna e Artini NON possano rimanere nel Movimento 5 Stelle?” hanno risposto sì il 69,8%, pari a 19.436 voti, no il 30,2%, pari a 8.382 voti

Ecco l’incipit del post di Beppe Grillo:

Chi non restituisce parte del proprio stipendio come tutti gli altri, non solo viola il codice di comportamento dei cittadini parlamentari M5S, ma impedisce a giovani disoccupati di avere ulteriori opportunità di lavoro oltre a tradire un patto con gli elettori.

I nomi di Artini e Pinna risultano poi i primi di una lettera firmata da un attivista milanese con la black list dei 5 stelle. Nomi che il 19 novembre venivano pubblicati al meetup toscano.

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Saranno a rischio espulsione anche gli altri deputati M5s che non hanno rendicontato le spese sul blog di Beppe Grillo? Mancano infatti gli aggiornamenti delle spese e dei versamenti al fondo per le Pmi di Marco Baldassare, Sebastiano Barbanti, Eleonora Bechis, Silvia Benedetti, Paolo Bernini, Federica Daga, Marta Grande, Mara Mucci, Girolamo Pisano, Aris Prodani, Walter Rizzetto, Gessica Rostellato, Samuele Segoni, Patrizia Terzoni, Tancredi Turco. Intanto una delegazione di ribelli si sta dirigendo a Marina di Bibbona, a casa di Beppe Grillo, per alcuni “chiarimenti”.

SU FB LE COPIE DEI BONIFICI

Ma i due parlamentari non ci stanno e si difendono da quello che pare un’escamotage per allontanare personaggi divenuti scomodi. Ed è la Pinna a smentire subito Beppe Grillo pubblicando su Facebook le foto dei bonifici con i quali ha restituito lo stipendio non versandolo solo al fondo per le PMI ma anche alla Caritas (qui la rendicontazione di Artini). Non solo. La parlamentare sottolinea come il voto stesso sull’espulsione rappresenti una violazione delle regole perché nessuna assemblea si è espressa precedentemente e perché le informazioni date rappresentano una sola versione. Scrive la Pinna:

Non è vero che mi son tenuta i soldi ma ho versato la parte prevista a Fondo di garanzia per le Pmi e Caritas”. Ho versato la parte “dell’indennità parlamentare” prevista dal codice di comportamento al Fondo di garanzia per le Pmi e i risparmi sui rimborsi forfettari di soggiorno a Roma alla Caritas. Perché c’è chi sta molto peggio di chi ancora può chiedere un prestito seppur assistito da garanzia dello Stato: c’è anche chi ha chiuso l’attività e chi ha perso il lavoro o non l’ha mai avuto [...] Sul sito www.tirendiconto.it abbiamo deciso di non pubblicare il resoconto delle spese in 18″ parlamentari, perché ci sono troppi dubbi sulla gestione e attendiamo delle risposte. [...] Sul mio blog www.paolapinna.it sono caricate le contabili dei bonifici fino al mese di settembre, tre mesi in più rispetto al blog.

 

A difendere i due parlamentare ci sono anche anche dei colleghi, come i deputati Marco BaldassarreM5s Patrizia Terzoni, quest’ultima promotrice dell’hashtag #BeppeQuestaVoltaNonCiSto e che scrive: “Paola Pinna e Massimo Artini hanno rendicontato e restituito tutto! Lo staff, i capigruppo e tutti noi deputati lo sappiamo! Sono mesi che chiediamo una congiunta sui problemi connessi al tirendiconto e non ci è stata mai e dico mai concessa! Ora questo! BASTA!!!”

ACCUSE, SPIONAGGIO E “SASSOLINI DALLE SCARPE”

Nel frattempo emergono nuovi dettagli legati all’espulsione di Massimo Artini Paola Pinna. Ad infuocare la giornata ci ha pensato anche la deputata Paola Carinelli che nel togliersi “i sassolini dalla scarpa” sui due personaggi in questione, ha ancora di più smosso le acque e confuso gli iscritti al movimento sulle reali motivazioni della richiesta di espulsione (oltre che a mettere alla berlina lo slogan del movimento “L’Onestà andrà di moda“).

La Carinelli critica la Pinna per avere scelto come portavoce una persona vicina al Pd mettendo in pericolo il gruppo a rischio spionaggio, mentre Artini (che ha avuto accesso al server del gruppo) è accusato di aver ”clonato il portale a fini presumibili di phishing (che è reato)”. Allora perché non denunciare  invece che tacere fino a quando “dall’alto qualcuno decide di espellerlo (per altri motivi)?” scrivono su Fb.

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Ma ecco il colpo di scena: chi di spada ferisce di spada perisce.  E nel marasma di post compare anche quello di Patrizia Terzoni, deputata marchigiana che non ci sta e rispedisce al mittente le accuse rivolte ad Artini e Pinna, rivolgendosi alla Carinelli:

“È  per colpa tua che si è piantato il server? Perché non dici che hai dato tu le password di modifica del server ad un perfetto sconosciuto andando contro le decisioni del direttivo? Perché non dici pure che il perfetto sconosciuto è stato segnalato da Casaleggio e lo abbiamo assunto noi come gruppo camera per 5 giorni con calusule di riservatezza quindi che non doveva rispondere allo staff ma solo a noi è così non è stato? Perché non dici che sei stata tu che a causa di questo un perfetto sconosciuto ha avuto accesso a tutte le nostre mail?

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RIVOLTA DENTRO E FUORI IL M5S

Qualcuno l’ha già definita “ennesima mossa alla Tafazzi“, fatto sta che ora è caos dentro il Movimento 5 stelle. Molti iscritti lamentano la mancata trasparenza e la strumentalizzazione degli eletti da parte di Casaleggio e Grillo. Come si può pretendere dagli iscritti di decidere sulla questione vista la mancanza di informazioni e una votazione in sole 8 ore?

Una battaglia a 5 stelle che si sta consumando pubblicamente sui social a suon di hashtag #Beppequestavoltanoncisto. E tra quelli in prima linea contro la decisione Grillo-Casaleggio non poteva non esserci il sindaco di Parma, Pizzarotti, che scrive a Grillo: “Spero che qualcuno riprenda lucidità e si fermi in tempo”

Valentina Gravina

@valegravi

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