Grillo e i dissidenti del M5S: cacciati Salsi e Favia

M5S Grillo caccia Salsi e Favia

Beppe Grillo, garante del M5S

Roma – Di certo non si può negare che Beppe Grillo non sia uno di parola. Il messaggio lanciato è stato chiaro: chi la pensa diversamente, sarà mandato via. Emblematiche le parole riportate sul blog dallo stesso comico: «A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del Movimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura». Per poi concludere: «Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri».

Con questo breve commento, molto simile ad una sentenza irrevocabile, il garante del M5S liquida i due consiglieri che, qualche mese fa, erano entrati in collisione con lui, lanciando ombre sulla gestione e organizzazione del movimento. Già ieri Beppe Grillo aveva pubblicato un video sul suo blog, dove dichiarava: «I dissidenti se ne vadano fuori dalle palle». E così è stato, non di loro iniziativa naturalmente.

«Penso che porterò avanti il mio mandato elettorale perché i cittadini mi hanno affidato un compito» ha annunciato, sempre tramite un video, la Salsi che ha l’intenzione di mantenere il proprio posto in consiglio comunale a Bologna. Non si ferma qui il consigliere epurato dal M5S: «Vien da pensare se dietro al blog di Grillo ci sia la volontà di portare avanti un progetto politico o la volontà di acquisire maggiore visibilità da parte del blog per aumentare gli affari che girano attorno al blog di Beppe». L’altro diretto interessato, Giuseppe Favia, si limita a rispondere in questo modo ai cronisti: «Mi dispiace, non ho nulla da dire. Anche il telefono è cucito». E chi gli ha fatto notare di apparire indifferente alla decisione presa da Grillo, Favia ha replicato: «Cosa devo fare? Devo piangere?».

Catastrofiche le parole di Valentino Tavolazzi, il primo attivista del Movimento Cinque Stelle ad essere stato espulso da Grillo: «Siamo all’inizio del crollo. Nessuno caccia nessuno senza confronto e libere votazioni. Il movimento è la casa di chi ha contribuito e contribuisce a costruirla. È fuori chi viola il non statuto, come Casaleggio». Tavolazzi ha affermato anche di non aspettarsi questa “scomunica” da parte di Beppe Grillo, soprattutto in periodo di campagna elettorale. «L’espulsione di Giovanni Favia e Federica Salsi da parte di Beppe Grillo è la conferma di una gestione padronale inquietante e antidemocratica» ha dichiarato il segretario del Pd bolognese Raffaele Donini.

Giorgio Vischetti

@GVischetti

foto|| ilsussidiario.net; excite.it

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