Grillo da Olimpiadi. Invettive senza frontiere

Napolitano consegna il tricolore alla Vezzali, portabandiera di Londra 2012

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Roma – Mentre Pd e Pdl studiano le proprie alleanze in vista nel 2013, Grillo continua a fare quello che lo ha reso celebre nell’ultimo periodo: utilizzare il proprio, ormai notissimo, blog per attaccare politici, personaggi di potere o istituzioni. Stavolta nel mirino del comico genovese sono finiti i Giochi Olimpici in corso in questi giorni a Londra i quali sono stati l’oggetto del post “Giochi senza bandiere”  comparso il 5 agosto sul suddetto blog.

La prima critica delle tante, contenute nelle poco più di 20 righe redatte da Grillo, ha avuto come indirizzo proprio gli sport olimpici etichettati come scarsamente conosciuti oltreché banali al punto da essere associati alle bocce e al parcheggio cronometrato in retromarcia. Il “fabbro guaritore”, inoltre, ha definito le Olimpiadi come il trionfo del nazionalismo perpetrato dai Presidenti della Repubblica dei vari stati i quali, a detta di Grillo, si sentirebbero vincitori e si vanterebbero per l’arricchimento dei relativi medaglieri pur restando semplicemente sulle proprie poltrone con il telecomando in mano. Infine, l’ultima parte del post affronta il tema legato al proliferarsi delle sponsorship e del celebrity marketing attorno alle competizioni e agli atleti. Tale fenomeno ha spinto il leader del M5S addirittura a parlare di «spirito di Olimpia sotto il segno della Coca-Cola».

Inevitabile il rumore suscitato da tale intervento riecheggiato nei social network e giunto sino ai “piani alti” dello sport italiano. Dopo diversi malumori espressi dai grillini per tale sfogo del loro guru, è, infatti, arrivata decisa la replica del presidente del Coni Gianni Petrucci che ha testualmente affermato: «Chiamatemi nazionalista ma l’Italia che mi piace è quella che vince e fa suonare l’inno».

Ciò che viene spontaneo chiedersi è come mai il più grande genio italiano del marketing politico degli ultimi anni, l’inventore del celeberrimo V-day e colui che si raffronta ad Obama in quanto a fan e followers sui vari social network, abbia commesso un simile autogoal. Non è certo facilmente comprensibile la ragione che ha spinto Grillo ad attaccare l’evento che da secoli rappresenta l’esperanto di molteplici etnie e nazioni. Non si capisce come mai Grillo abbia deciso di andare contro la più importante manifestazione dello sport il quale in Italia rappresenta ormai l’unico motore in grado di risvegliare un po’ di patriottismo nella sua accezione sana e priva di fanatismo.

Una prima possibile spiegazione potrebbe essere ricondotta all’aforisma di Oscar Wilde «Non importa che se ne parli bene o male, l’importante che se ne parli». Essere citato da tutti i media nazionali, seppur per qualcosa di non propriamente positivo, permette di aumentare la notorietà di Grillo e del Movimento ad egli facente capo.

Una seconda ragione viene suggerita da alcuni commenti al post riferibili ad altrettanti sostenitori dello stesso Grillo. Costoro parlano della possibilità che il loro leader abbia voluto con tale invettiva testare le reazione di tutti coloro che si riconoscono nel MoVimento 5 Stelle. L’obiettivo nascosto sarebbe stato, pertanto, quello di verificare quanto i grillini siano disposti ad elogiare il proprio mentore rigettando uno storico simbolo della cultura e dello sport mondiale.

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Infine una terza plausibile spiegazione potrebbe essere riassunta con la strana espressione “antipopulismo”. Con lo scopo di rigettare al mittente le accuse di demagogia e di fronteggiare le campagne contro l’antipolitica di cui Grillo è mediaticamente ribattezzato come principale rappresentante, il Beppe nazionale avrebbe, difatti, realizzato un atto di solo apparente autolesionismo. Molto spesso, in politica, fare il bastian contrario permette di dimostrare l’indipendenza del proprio pensiero e di ribadire la contrarietà alla ricerca di consensi vertendo unicamente su argomenti facilmente condivisi dalla massa. Lo scorrere del tempo manderà presto nel dimenticatoio tale episodio e Grillo lo sa bene tuttavia viene naturale porsi il seguente interrogativo: ferirsi da soli per poi esibire orgogliosamente la cicatrice si rivelerà davvero una strategia politico-elettorale indovinata?

Matteo Scarano

 Foto | asca.it; zeusnews.it; investireogg.it;

 

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Una risposta a Grillo da Olimpiadi. Invettive senza frontiere

  1. avatar
    maurizio 08/08/2012 a 21:42

    Magari perché le olimpiadi sono uno spreco di soldi in un momento in cui viene chiesto a tutti di fare sacrifici? o forse perché ai popoli già anestetizzati (Italia in testa) fa male passare l’estate tra Europeo e Olimpiadi per poi tuffarsi in autunno direttamente dentro al campionato? ma a chi deve fare audience ( vale dire tv, giornali e blog) non interessa, meglio scovare complotti eh?

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