Grillo attacca sulla clandestinità: caos a 5 stelle

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Beppe Grillo all’attacco dei suoi stessi senatori (formiche.net)

Roma – La votazione di ieri in commissione al Senato, quel voto che ha fatto avanzare un disegno di legge che contiene una norma per l’abolizione del reato di clandestinità, quel voto appoggiato tanto dalla sinistra quanto dal M5S, fa parlare ancora oggi. Non per il merito del voto, però, quanto per chi ha votato: Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno pubblicato oggi sul blog grillino un durissimo post, nel quale si smarcano da questa iniziativa «non contenuta nel programma».

Il postDurissimi i toni della nota congiunta dei due fondatori del M5S. Grillo e Casaleggio non risparmiano critiche ai senatori, condite con qualche accusa e frecciate ai partiti tradizionali. «La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale – scrivono i due sul blog – Non siamo d’accordo sia nel metodo che nel merito»; ricordano poi che «un portavoce non può arrogarsi una decisione così importanza senza consultarsi con nessuno», spiegando che «il M5S non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo».
Il problema, secondo Grillo, è nel consenso della base: «se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico».

Le reazioniI senatori non sono tutti d’accordo con lo stop che verrebbe imposto “dall’alto” a questo disegno di legge; le reazioni si sono rapidamente lette sul web, così come i commenti della base grillina.
Paola Pinna ha scritto chiaramente sul suo profilo Facebook che il reato di clandestinità «è incivile», festeggiando anche il passaggio in Senato dell’emendamento. Buccarella, inoltre, ha postato in empatia con chi appoggiava l’abolizione. Le vere tegole cadono quando sulla pagina di Manlio Di Stefano si legge che «l’errore lo hanno fatto Grillo e Casaleggio con quel post»

La replica della Rete alle parole di Grillo non si è fatta attendere: le voci sono di toni differenti, ma si legge una certa contrarietà alla linea del leader. C’è chi si dice  «sconcertato», chi preferirebbe «un voto in più da parte di persone intelligenti che perdere 2 voti di ignobili razzisti»

A favore, invece, non pochi esponenti della destra italiana: spicca Gasparri, che twitta rapidamente il suo appoggio alla linea dei capi partito grillini: «perfino Casaleggio bocca le follie 5 stelle. Correggere subito il tiro!», ha cinguettato.

Il vulnus – Il problema del rapporto tra grillini e immigrazione riguarda in effetti i (molti) punti non a programma in campagna elettorale: che giustificazione popolare ha una qualunque posizione su queste materie, che non compaiono nel programma proposto agli elettori? In assenza di un sistema di riferimento valoriale – come hanno i partiti “classici” – ogni decisione presa dai parlamentari potrebbe cozzare con l’opinione di una buona fetta di base.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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