Grillo alla gogna. Il Parlamento inventa l’antigrillismo e il passato ritorna

Il comico Beppe Grillo

Roma – Se non puoi abbatterli, boicottali. Che il centrosinistra abbia fatto scuola in vent’anni di Governi Berlusconi applicando con incredibile pervicacia il mantra della propria essenza politica, è un fatto. La novità è che ora il modus non è più rivolto all’ex presidente del Consiglio e alla sua creatura ora in rovina, il Pdl, ma al nuovo soggetto entrato come un uragano sulla scena nazionale: il Movimento 5 Stelle. Andiamo con ordine.

Martedì scorso, il vicedirettore di Libero Franco Bechis introduceva la tattica che il Pd di Pier Luigi Bersani era pronto ad adottare per frenare l’avanzata del Movimento di Beppe Grillo. Si trattava di un ritocchino costituzionale per raggiungere due risultati immediati: negare ai partiti privi di formale atto statutario di accedere alla spartizione dei rimborsi elettorali e negare la detrazione fiscale a coloro che sostengono tali organismi. A portare avanti il restyling giuridico dell’art.49 della Costituzione è stata Donata Lenzi, esponente del Pd Emilia Romagna, la quale a Montecitorio non ha mancato di osservare che dovere delle Aule non è solo garantire ‹‹stabilità alle forze politiche che chiedono un finanziamento›› ma offrire anche un ‹‹minimo di regole per le forze politiche che non lo chiedono››.

Che si tratti di una legge ad partitum è così evidente che il discorso non cambierebbe di una virgola se al posto di quel “forze politiche”, la Lenzi avesse detto “Grillo&Co.”. Il punto è che non è finita qui. Il resto lo si legge nel blog dello stesso comico genovese, il quale tuona inviperito contro un emendamento votato oggi alla Camera dall’UDC di Pier Ferdinando Casini, secondo il quale si nega l’erogazione di rimborsi elettorali alle entità politiche prive di Statuto. Favorevoli: 342; Contrari: 54; Astenuti: 104. Emendamento approvato. Passa in Senato.

Ora, tenuto conto del clima che si sta sviluppando intorno al M5S, due considerazioni tra il passato e il presente si possono fare.

Uno – Se una roba del genere avesse provato anche solo a pensarla Silvio Berlusconi – a partire dalla modifica costituzionale – sarebbe stato impalato sulla pubblica piazza un secondo dopo. E comunque non prima di aver visto scorrere cortei, cartelli di protesta, bavagli, mani legate, sfilata di intellettuali radical, défilé di dame indignate chic, tamburi, trombette, Vendola, slogan antiberlusconiani, radunata di sindacati estremi, bandiere della pace, gli inviati di Santoro a caccia di scoop e ancora via manifestando.

Due – Non è chiaro: che senso ha impedire ad un’entità politica di accedere a rimborsi che non vuole? Difficile dirlo ma una cosa pare evidente: visto il quorum di favorevoli, più che una mossa per boicottare il M5S, l’emendamento sembra l’estremo tentativo di conservare per sé un privilegio. E’ un po’ come se i partiti stessero formulando il seguente sottile ed elaborato pensiero: il malloppo è mio e tu non sei nessuno.

Tre – Tornado indietro con la memoria, la tattica della legge ad hoc non è nuova. Anzi, pare che in Parlamento i cattivi costumi tendano a riproporsi con una certa inesorabile continuità. Quando Berlusconi scese in campo, fu deriso. Lo definirono il parvenu della politica e non lo degnarono di uno sguardo che non fosse di sardonica ironia. Poi, quando iniziò a guadagnare consensi sul territorio, i sardonici misero da parte le risate e si diedero da fare per varare leggine buone allo ostuzionismo istituzionale. Servì a poco.

Federico Pizzarotti, sindaco di Parma

Oggi la storia si ripete e se l’offerta politica rimarrà quella di adesso, anche questa volta le leggine serviranno a poco. Alle politiche del 2013 il M5S farà comunque il botto e allora viene da domandarsi quale sarà il futuro di Beppe e compagni. A Berlusconi andò così: venne intercettato, spiato, fotograforadiografato. Furono controllati i suoi conti, le sue amicizie, i suoi collaboratori e parlamentari. Venne accusato di mafia, di corruzione, di evasione. Si è dato conto delle sue conversazioni private, del numero delle sue amanti, delle sue performance sessuali, delle ore di sonno, delle cartelle cliniche, dell’altezza dei suoi tacchi nonché della misura cranica del suo riporto. Stiano in guardia i grillini tutti, perché quando entreranno in Parlamento, sarà allora che si comincerà a fare sul serio.

P.S. Auguri ai neo sindaci M5S di Sorego, Roberto Castiglion, e di Parma, Federico Pizzarotti. Il primo ha già annunciato un rincaro delle tasse causa il cambiamento delle regole dei trasferimenti statali. Il secondo prometteva il blocco dell’inceneritore e la chiusura delle fabbriche inquinanti. Poi ha realizzato che la prima misura implica una penale di circa180 milioni di euro e la seconda genererebbe una pesante disoccupazione. Ecco che significa passare dall’antipolitica alla politica.

Chantal Cresta

 

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