Grillo a Favia: “Io non caccio nessuno” ma di Favia non mi fido

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Beppe Grillo e Giovanni Favia

Roma – ‹‹Io non caccio nessuno, ma Favia non ha più la mia fiducia. Beppe Grillo››. Così, telegraficamente, il leader del Movimento 5 Stelle, sul suo blog, risponde al consigliere “disobbediente” che ha scatenato la polemica sulla mancanza di democrazia interna.

Non si placa la questione esplosa intorno a Giovanni Favia che ieri sera era ospite alla trasmissione Otto e mezzo su La7, nel tentativo di spiegare le ragioni dello sfogo intercettato da un cornista di Piazza Pulita (sempre La7) andato poi in onda. Così ora riparte la querelle su tutti gli organi di stampa: web, tv, agenzie, siti, ecc. Andata e ritorno di accuse e reprimende secondo l’inviato dell’Ansa, Teodoro Fulgione.

Riepilogo. Giovanni Favia svela, Beppe Grillo replica con un post su internet. Il consigliere regionale ribatte di M5S dal programma di Lili Gruber. Ora il quarto match. Dopo che il comico-leader aveva replicato all’intercettato Favia con una canzone di Fabrizio De André, Canzone per l’estaté – ‹‹Ti senti rinchiuso senza vie di uscita, ma la porta del piccolo locale dove ti trovi (da quanto tempo?) non ha serrature. Se abbassi quella maniglia potrai uscire fuori, ma non lo fai››. ‹‹Ti aspettano due ali, un cielo da esplorare – lo sfida Grillo – Perché non riesci più a volare?›› – invitando il giovane grillino ad andarsene dal M5s, è lui ora a rispondere.

Il disubbidiente consigliere regionale dell’Emilia Romagna, infrange nuovamente la regola del movimento che vieta di presentarsi in TV e a Otto e mezzo spiega il motivo di ‹‹uno sfogo scomposto›› dettato da un ‹‹momento di profonda amarezza›› ma mai rinnegandone la sostanza. Poi sull’invito a lasciare il movimento: ‹‹Sono consigliere regionale e se c’é qualcuno che vuole la mia testa sono pronto a rassegnare le dimissioni. Anche se io rispondo ai cittadini perché sono loro che mi devono giudicare››.

Sullo sfondo rimane l’organizzazione del M5S. Per Favia ‹‹manca la democrazia›› a causa della ‹‹gestione di Grillo e Gianroberto Casaleggio››. Cosa, per altro, già ribadita a suo tempo da un altro grande espulso dal movimento, il consigliere comunale, Valentino Tavolazzi: ‹‹Il problema è come si prendono le decisioni a livello nazionale – afferma – come si selezionano i candidati››.

I grillini, da parte loro, non accettano recriminazioni e sul web prendono le parti di Grillo. E’ opinione diffusa che Favia sia più interessato a ricandidarsi per la terza volta che a mettere a nudo le inefficienze del movimento. Infatti – è la voce dei grilli militanti – per il Non statuto del M5S, dopo due mandati non ci si può più ripresentare con il simbolo dei grillini.

Qualsiasi sia la verità, appare chiaro che il M5s è tutto tranne che coeso e dopo la presunta diarchia ai vertici che negherebbe qualsiasi tipo di democrazia interna, pare sempre più evidente anche l’ingovernabilità del movimento.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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