Griffin-Trump, la candidatura agli Emmy provoca l’ira dei repubblicani

La serie di Seth MacFarlane si candida agli Emmy attraverso l'esilarante messaggio di "Griffin-Trump". Ma i repubblicani non la prendono bene

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Griffin-Trump, un testimonial (e un messaggio) d’eccezione per la candidatura della serie ideata da Seth MacFarlane agli Emmy

Di nuovo i Griffin, di nuovo la loro tagliente ironia che si scaglia contro Donald Trump. Questa volta però il probabile candidato repubblicano alla Casa Bianca non viene preso di mira in una puntata del celebre cartone animato, ma nella comunicazione formale che Seth McFarlane e soci hanno inviato agli Emmy per candidare “Family Guy” – questo il nome originale della serie – nella categoria “outstanding animated program”.

LA RICHIESTA DI GRIFFIN-TRUMP – Così, non sembra nemmeno strano che un cartone animato che negli anni si è fatto conoscere e apprezzare per la sua ironia tagliente, e spesso sopra le righe, abbia deciso di affidarsi a un testimonial d’eccezione, un personaggio che negli Stati Uniti è stato già ribattezzato “Griffin-Trump“. A vestire i panni del magnate americano è ovviamente lui, Peter Griffin, per l’occasione arricchito da un appariscente ciuffo biondo, un abbronzatura palesemente improbabile, e una posa che ricorda in tutto e per tutto quella del candidato repubblicano. Ma a rendere l’immagine unica, e la candidatura difficilmente dimenticabile, è il messaggio che Griffin-Trump invia alla commissione che dovrà decidere l’assegnazione del premio:  «Visto che stiamo votando per sciocchi chiacchieroni, posso avere un Emmy?».

I REPUBBLICANI NON L’HANNO PRESA BENE- Com’era prevedibile, il messaggio satirico ha ottenuto notevole successo tra il pubblico, dando così risalto a quella che è l’undicesima candidatura di “Family Guy” nella categoria riservati ai programmi d’animazione. Tuttavia, il consenso non è stato condiviso dagli elettori di Trump, che hanno manifestato il loro disappunto sulla pagina Facebook ufficiale di della serie. Così, alcuni utenti hanno accusato Seth MacFarlane di essere un “liberal” e di aver preso di mira Trump solamente per motivi politici, mentre altri hanno invocato il boicottaggio della serie. Al momento, tra applausi e insulti, l’immagine di Griffin-Trump sta tenendo banco sui social media, in un mare di commenti e condivisioni. Non c’è che dire, missione compiuta, in attesa del verdetto.
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Carlo Perigli

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