Greenpeace: Cristian D’Alessandro degli Arctic30 libero su cauzione

Cristian D'Alessandro

Cristian D’Alessandro

Cristian D’Alessandro, l’attivista di Greenpeace che era stato arrestato lo scorso 19 settembre in Russia per aver partecipato ad un’azione dimostrativa contro le trivellazioni nell’Artico, verrà rilasciato su cauzione. Una decisione presa dal tribunale di San Pietroburgo, così ha comunicato l’associazione ambientalista. Per l’italiano non risulta decaduta, tuttavia, l’accusa di vandalismo. L’annuncio è stato dato via Twitter da Greenpeace Russia

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE – Rilasciati su cauzione, altri due componenti degli Arctic30, l’argentina Camila Speziale e il canadese Paul Douglas Ruzycki.

Già ieri era stata annunciata la liberazione, sempre su cauzione, di altri 3 dei 30 arrestati, tutti russi. Iekaterina Zasp, medico di bordo del rompighiaccio, Andrei Allakhverdov, capo ufficio stampa di Greenpeace Russia, e Denis Sinyakov, fotografo. Saranno rilasciati dietro pagamento di una cauzione di 2 milioni di rubli (45mila euro) ciascuno.

Per contro, il tribunale ha prorogato di tre mesi la detenzione preventiva per uno dei 30 attivisti di Greenpeace, l’australiano Colin Russel, che rimarrà in carcere sino al 24 febbraio.

LA VICENDA - Una storia, quella dei 28 volontari Greenpeace tra cui l’italiano Cristian D’Alessandro e dei due giornalisti freelance, che va avanti dallo scorso settembre quando le Forze speciali russe  hanno effettuato l’abbordaggio sull’imbarcazione degli Arctic30 che tentava un’azione dimostrativa e pacifica attorno alla piattaforma di estrazione petrolifera Prirazlomnaya.  Arrestati lo scorso 18 settembre, l’importante risultato è stato raggiunto «anche grazie anche all’impegno del ministro Bonino», ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera. Ma la vicenda non è ancora conclusa. La somma della cauzione, in caso di urgenza, potrebbe anche essere anticipata dalla rappresentanza diplomatica italiana anche se sarà Greenpeace International a farsi carico delle spese.

LA GIOIA DEL PAPÀ - Finisce il dramma per la famiglia di Cristian che da mesi era impegnata costantemente, insieme a Greenpeace, per far tornare il ragazzo in Italia.

«Sono troppo euforico, datemi il tempo di riprendermi. [...] Sto avvertendo parenti ed amici», ha aggiunto il padre Aristide D’ Alessandro. «Al 99% mi recherò in Russia per andare a prendere mio figlio».

Valeria Nervegna

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