Green Generation Project: il punto sul Global Warming

Il Ropatec

Roma – Non esistono più le mezze stagioni; la frase luogo comune che ha accompagnato almeno un paio delle ultime generazioni e che, insieme al buco dell’ozono, l’effetto serra e l’aumento della temperatura terrestre, rifocilla i discorsi arenati negli ascensori. Ma quanti di noi sanno sul serio quale gioco di concause e conseguenze c’è da aspettarsi dal Global Warming e quali soluzioni consente la Green Economy?

COSCIENZA ECONOMICA GLOBALE CERCASI -  Pochi. E lo sanno anche Sergio Malatesta ed Giorgio Ginori, rispettivamente regista e produttore del docu-film Green Generation , presentato alla 17^ Edizione di CinemAmbiente di Torino e proiettato venerdì a Palazzo Marini. Il loro progetto è stato infatti realizzato per fare il punto sulla febbre del pianeta, documentarne le cause e gli effetti ma soprattutto vagliare studi, scoperte e soluzioni sostenibili dal punto di vista ambientale. L’attenzione parte dalla Terra vista dai Poli e dall’attivismo di Greenpeace che più di altri testimonia la preoccupazione di quelle individualità particolarmente sensibili al Global Warming e agli impatti d’urto che ne conseguono. È una consapevolezza purtroppo ancora limitata ad alcune frange della popolazione, e che a parere dello stesso On. Paolo Gentiloni, intervenuto in sede di conferenza stampa, dovrebbe invece raggiungere la percezione quotidiana, un po’ come voler dire che le giornate dedicate al blocco delle auto, dovrebbero riuscire ad essere sentite come partecipazione etica necessaria, piuttosto che occasione di disagio pubblico. Ma da qui a lì il passo è lungo … È un’opinione in linea con le altre voci istituzionali che accompagnano il Green Generetion Project, che oltre a Greenpeace, raccolgono ENEA e Rai Cinema, tutte attente all’esigenza di sostenere innovazionericerca e sostenibilità. Intanto, proprio negli ultimi mesi, Ises Italia sta intelligentemente compiendo un’opera di chiarezza sugli aspetti complessi che caratterizzano l’energia e le rinnovabili all’interno di essa anche ed ha già analizzato molte filiere tecnologiche in campo energetico, per sondare i maggiori orizzonti di sviluppo scientifico e l’impegno italiano in questo campo.

MAESTRA NORVEGIA - Nel docu-film di Sergio Malatesta si resta senza fiato davanti agli impianti biogas e alla testimonianza di Robert Niederkofler, fondatore di Ropatec, e fa piacere scoprire l’esperimento del bosco verticale voluto dall’architetto Stefano Boeri, che a Milano ha edificato una coppia di torri le cui emissioni di gas serra vengono quasi del tutto ammortizzate dall’ossigeno dei suoi alberi pensili, che si inerpicano lungo tutta l’altezza delle costruzioni. Ma scoprire queste chicche di innovazione tecnologica nostrana, resta purtroppo un piacere mutilato quando le telecamere arrivano in Norvegia, un paese nel quale l’impegno statale a sostenere innovazioni capaci di abbattere le emissioni di CO2 è quasi privo di limiti: è il caso del Forum Idrogeno, il progetto norvegese che ha permesso lo sviluppo e la diffusione delle automobili ecologiche ad idrogeno. In Norvegia si fanno 500 Km con pochissima spesa e a zero emissioni, grazie alle aziende ed ai progetti di ricerca che, in accordo con le responsabili amministrazioni pubbliche, foraggiano l’investimento per l’innovazione ecologica e tecnologica. Cose quasi dell’altro mondo.

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Il Bosco verticale dell’architetto Stefano Boeri

FUTURE GREEN GENERATION? - Il progetto di Green Generation forse è talmente sensato da lasciare l’amaro in bocca: il documentario di Malatesta fa inevitabilmente pensare a tutte le piste ciclabili mai realizzate, alla scarsità del coinvolgimento civile sul tema della Green Economy, alle nuove costruzioni residenziali della Capitale, che a volte addirittura non arrivano alla certificazione energetica di classe A, alla scarsa attenzione degli stabilimenti industriali per i propri impianti di smaltimento e infine al dio denaro che, forse sempre per luogo comune, in Italia sembra radicato in modo più inquietante che altrove. La pelle poi arriva ad accapponarsi quando si pensa che, per combattere l’alto costo della sosta, un numero esorbitante di container viene lasciato viaggiare per strada, senza effettiva necessità di spostamento…e già questo la dice molto lunga.  Del resto, mentre da un lato Green Generation ribadisce che un mondo migliore è decisamente possibile, dall’altro ci ricorda quanto ancora ne siamo lontani.

Valentina Malgieri

@V_Malgieri

 

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