Grecia tra prestiti e ombre

Grecia

La Corruzione in Grecia

La stampa internazionale negli ultimi tempi si è affrettata a dare per salva la Grecia, facendo eco alla notizia che il paese ellenico ha ricevuto la seconda tranche di aiuti dalla comunità europea e definendo il governo di Samaras sulla giusta strada per un pieno recupero. Una promozione dunque quasi a pieni voti per il paese indicato più volte come il peggior esempio d’Europa. Ma è passata completamente in secondo piano una notizia che potrebbe gettare ombre tetre sull’attuale governo. Il ruolo dell’esecutivo greco in carica è quello di ripristinare il rispetto delle regole e di correttezza da parte delle istituzioni oltre ad attuare tagli alla spesa e applicare politiche di austerity. La Grecia per troppo tempo ha sofferto un’evasione fiscale di enormi proporzioni e ha scavato un solco tra la politica e il popolo che sembra impossibile recuperare. Le ultime vicissitudini sembrano indicare che nulla sia davvero cambiato o che quanto meno gli sforzi del neo governo non siano efficaci abbastanza. Da un articolo di Megan Greene, Chief Economist presso Maverick Intelligence, si apprende di una storia che potrebbe far perdere la vacillante credibilità del governo guidato da Samaras.

Secondo la fonte, l’ex ministro delle Finanze greco Papaconstantinous avrebbe cancellato alcuni nomi di persone a lui vicine da una lista, consegnata nel 2010 da Christine Lagarde a tutti Paesi europei, riguardante soggetti con conti presso la filiale svizzera della banca Hsbc. La lista conteneva ben 2.000 nominativi di nazionalità greca. Non solo il documento non è stato mai utilizzato dall’attuale governo per investigare su eventuali evasori fiscali, ma se ne sono anche perse le traccie. Papaconstantinous si è difeso dichiarando che alcuni controlli hanno mostrato come le persone a lui vicine abbiano dimostrato la piena legalità dei fondi conservati in Svizzera, ma ciò non chiarisce il perché l’ex ministro delle Finanze abbia cancellato quei nomi dalla lista incriminata.
L’attuale ministro delle Finanze, Yannis Stournaras, si è detto estraneo alla vicenda dichiarando di non avere mai visto tale documento, mentre il suo predecessore, Venizzelos, si è difeso prima dichiarando di non avere mai visto la lista di Lagarde e poi di avergli solo dato un’occhiata.
Sembra chiaro un tentativo di insabbiamento della notizia da parte delle autorità greche per cercare di mantenere la questione ai margini dell’opinione pubblica, evitando di inficiare gli sforzi fatti finora dal governo per riguadagnare credibilità a livello internazionale.

Samaras presidente del consiglio della Grecia

Samaras presidente del consiglio della Grecia

Attualmente l’unico investigato per gli eventi è Papaconstantinous, che è stato destituito da ogni carica parlamentare, ma non si sono ancora viste efficaci reazioni da parte del governo per perseguire gli eventuali evasori indicati nella lista di Lagarde. Un comportamento poco edificante da parte di un governo che dovrebbe lottare ora più che mai contro una grave evasione fiscale e una radicale corruzione interna alle istituzioni, una immobilità che potrebbe mostrare il fallimento delle istituzioni parlamentari greche e gettare ancora una volta il Paese in una situazione di discredito internazionale.
Ne potrebbe guadagnare da questa situazione il partito Syriza, l’unico che in maniera tenace si è opposto sin dall’inizio al governo e alle sua politiche pro europeiste e pro troika. Se Samaras dovesse perdere la situazione di mano, perderebbe anche credibilità e l’eventualità di un ennesimo cambio di guardia al governo porrebbe Alexis Tsipras, capo di partito di Syriza, come primo della lista. Con al governo un partito che vorrebbe la Grecia fuori dall’Euro, molti dei delicati equilibri raggiunti in questi faticosi mesi, salterebbero e getterebbero ancora una volta il Paese nel caos.

Nel frattempo la Grecia ha ricevuto la seconda tranche di prestiti accordati dalla Comunità Europea durante il mese di dicembre, in risposta ai risultati positivi raggiunti dal paese ellenico in questi mesi. Sono stati elargiti 9,2 miliardi di euro di cui 7,2 miliardi dedicati alla ricapitalizzazione del sistema bancario, 2 miliardi serviranno per coprire i costi del governo. Tali capitali fanno parte del fondo di 49,1 miliardi di euro stanziati dall’Europa come secondo piano per il salvataggio della Grecia, che si dipanerà sino a marzo e continuerà ad essere elargito fintanto che il governo greco dimostri di raggiungere gli obiettivi di tagli alla spesa e riduzione del debito. Finora il governo di Samaras ha ricevuto 34,3 miliardi di euro e riceverà nei prossimi mesi ulteriori 5,6 miliardi, più un ulteriore aiuto dal Fondo monetario internazionale di 3 miliardi.

Il via libera per la seconda tranche di aiuti è un segno molto importante che mostrano come l’Europa creda più che mai in un potenziale pieno recupero della Grecia e nutra piena fiducia nel governo di Samaras e nelle sue riforme per un Paese che ha vissuto la più grave crisi della sua storia e che ancora persiste in una profonda recessione. Ma gli sforzi, apparentemente, stanno premiando: gli obiettivi a breve termine per il mese di gennaio sono stati raggiunti e, cosa ancora più importante Samaras, è riuscito a ottenere due anni di proroga sul raggiungimento degli obiettivi a lunga scadenza ponendo come data ultima il 2016.

Antonio Tiritiello

Fonti Foto: www.cagle.com, www.mymoinfo.com

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