Grecia, ripresa guidata da debito e privatizzazioni. Ma quanto durerà?

La ricetta greca: puntare sui mercati. In foto la Borsa di Atene (leeadinternational.com)

ATENE – Dopo quattro anni di esilio, Atene torna a rivolgersi ai mercati finanziari per raccogliere dai 2 ai 3 miliardi di euro e, mentre lo Stato spera di raccogliere altre risorse dando in pasto a ricchi arabi le proprie bellezze naturali, un milione di greci riceve la busta paga con un ritardo dai 3 ai 12 mesi. E’ giunto il momento di chiedersi quanto ancora la Grecia potrà reggere una ripresa costruita sull’appetito dei mercati finanziari, senza un parallelo miglioramento dell’economia quotidiana di cittadini e imprese.

IL DEBITO - Ieri il Tesoro greco ha annunciato l’emissione di un titolo di stato a 3 anni con un rendimento compreso tra il 3,5% e il 3,625%. Il titolo di stato fa parte della grande famiglia delle obbligazioni, cioè un titolo di debito che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente (la Grecia) ad una certa scadenza (in questo caso triennale), con l’impegno da parte dell’emittente a corrispondere un interesse sul capitale investito (il rendimento in questione è tra il 3,5% e il 3,625%). La Grecia torna a offrire le proprie obbligazioni dopo quattro anni di esilio dai mercati finanziari. In realtà già lo scorso aprile il governo ellenico aveva collocato obbligazioni con scadenza quinquennale per un totale di 3 miliardi di euro. Stando a quanto riportato dalla stampa greca, con l’emissione di luglio entreranno nelle casse statali dai 2,5 ai 3 miliardi di euro, anche se il mese scorso fonti ufficiali del ministero delle Finanze parlavano di una raccolta di 2-3 miliardi. Risorse necessarie per coprire il deficit pubblico (eccedenza delle spese statali rispetto alle entrate) pari a 16 miliardi di euro.

PRIVATIZZAZIONI – Atene punta a migliorare i conti pubblici anche attraverso un massiccio piano di vendita del patrimonio di proprietà statale. Stamane il Parlamento ellenico ha approvato un disegno di legge che prevede la cessione di parte della Dei, l’azienda greca che produce elettricità. Ma l’elenco dei beni messi in vendita comprende 38 aeroporti, 700 km di autostrade, un centinaio di porti, castelli e terreni affacciati sul mare. Stando a quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian, l’emiro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Khalifa Al-Thani, dopo aver recentemente acquistato l’isola greca di Oxia nel Mar Ionio, intende appropriarsi di altre sette isole dell’arcipelago delle Echinadi, anch’esse nello Ionio. Ha scatenato numerose proteste da parte di organizzazioni ambientali greche e internazionali la messa all’asta dell’atollo di Elafonissos, nel sud del Peloponneso. Gli ambientalisti hanno protestato contro la cessione affermando che l’isola è soggetta alla protezione del programma europeo “Natura 2000”, che ha l’obiettivo di difendere habitat e specie animali e vegetali. Tra i greci c’è preoccupazione: rischiano di perdere uno dopo l’altro i propri “gioielli di famiglia”.

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Scontri e proteste in Grecia contro l’austerity (ilgiornalettismo.it)

ECONOMIA REALE – Ora la domanda è: per quanto tempo la ripresa greca potrà essere sostenuta da obbligazioni e privatizzazioni? Poco senza un contemporaneo miglioramento dell’economia reale, cioè le condizioni economiche di imprese e privati. Le obbligazioni non possono sostenere in eterno l’economia: ogni emissione di titoli di stato crea del debito che la Grecia sarà necessariamente chiamata a ripagare. Con cosa? Risorse provenienti da altre obbligazioni? Non è questa la strada. Le privatizzazioni, invece, sono misure straordinarie e con un beneficio circoscritto nel tempo (una volta che hai venduto un’isola questa non genera più ricchezza). Creando posti di lavoro, facendo ripartire i consumi, aumenterebbero le entrate tributarie statali, riuscendo ad abbattere in parte quel deficit pubblico pari attualmente a 16 miliardi. Si penserà: facile a dirsi, ma questo non è forse il mestiere del trio Fondo Monetario Internazionale, BCE e Commissione Europea?

                                                                                        Paolo Ballanti

@paoloballanti

Foto: leeadinternational.com / ilgiornalettismo.it / tg24.sky.it

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