Grecia in sospeso: attesa per la decisione finale dell’Eurogruppo

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Luas Papademos

Bruxelles – E’ necessario attendere le conferme ufficiali prima di poter parlare di ‹‹risultati››. E’ quanto suggerisce il premier greco Lucas Papademos che, ieri sera, è arrivato a sorpresa a Bruxelles in occasione della riunione decisiva dell’Eurogruppo di oggi. Scopo: decidere sul destino della Grecia e sulla trance di aiuti per 130 miliardi di euro che eviterebbero al Paese l’immediata bancarotta.

Su Twitter Papademos ha ‹‹invitato tutti quelli che coprono i colloqui tra la Grecia e le varie parti Ue ad aspettare gli annunci reali di lunedì prima di dare conto di risultati››.

 La situazione rimane complessa anche dopo l’approvazione del governo ellenico del piano di austerity imposto dall’Ue. Secondo il ministero tedesco dell’Economia le misure chieste alla Grecia sarebbero ‹‹non sufficienti››, come del resto le riforme varate dal Paese. Questo è quanto riporta l’agenzia Bloomberg, dal Welt am Sonntag, il quale cita un documento interno del ministero: ‹‹L’implementazione da parte della Grecia rimane insufficiente››. Il giornale, inoltre, afferma che i ministri delle Finanze Ue starebbero pensando di ridurre al di sotto del 4% i tassi dei prestiti ad Atene.

Greci - Le vicende economiche internazioni hanno ripercussioni anche sulla popolazione greca la quale, malgrado tutto, pare fiduciosa che l’accordo verrà concluso. E soprende il risultato di un recente sondaggio secondo cui la grande maggioranza degli ellenici non vuole uscire dall’Ue nonostante il piano di austerità imposto dai creditori, Ue e Fmi.

A dirlo è l’istituto Marc che ha pubblicato i valori della propria analisi sul quotidiano Ethnos: il 75,9% della popolazione si dice favorevole alla ‹‹prospettiva europea›› del proprio Paese e non si augura una uscita dall’euro. Solo il 19,6% delle persone intervistate si è detto concorde, se non speranzoso, per il ritorno alla dracma, moneta nazionale greca prima dell’adesione alla zona euro nel 2002.

In dettaglio: una persona su due spera che la Grecia ‹‹alla fine resti nella zona euro nel caso in cui riesca il programma di pulizia dell’economia›› dettato dall’Ue e dal Fmi, mentre il 39% pensa il contrario; il 66,5% si augura che il programma riesca, mentre il 60% prevede che ‹‹se il programma non fosse stato votato domenica scorsa dal Parlamento, la Grecia avrebbe rischiato di fallire››.

Quindi il voto è stato “giusto” per il 48% dei greci. Invece, 4 greci su 5 sono convinti che la responsabilità della situazione attuale deve essere attribuita ai ‹‹governi greci››, mentre il 9,3% accusa ‹‹i mercati e gli speculatori›› e solo il 6% ‹‹gli europei e il Fmi››.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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