Grecia, dietro la crisi economica c’è la tragedia umana

Atene - La crisi e la povertà che hanno colpito la Grecia stanno provocando una vera e propria tragedia sociale. Il Paese sta scivolando in una situazione allarmante sotto ogni punto di vista. In più, proprio in questi giorni si prendono decisioni fondamentali per l’equilibrio del Paese:  si sta cercando un accordo tra la Grecia e i suoi creditori. In caso l’accordo vada in porto il Paese potrà evitare il default, in caso negativo arriveranno tempi ancora più bui.

Infatti, entro marzo la Grecia dovrebbe pagare un’altra parte del suo debito. Al premier greco è stata consegnata una lettera con le richieste di Ue, Bce e Fmi. In attesa dell’accordo, Olii Rehn, commissario dell’Unione Europea per gli affari economici e monetari, ha sottolineato che gli altri Stati dell’Ue non vogliono impiegare altri fondi per salvare il Paese, ma che, nel caso il secondo piano di aiuti si rivelasse insufficiente, ci sarebbero “altri modi” per riparare la questione.

La  situazione è preoccupante. A novembre 2011, come riportato dall’Istituto statistico ellenico, il tasso di disoccupazione in Grecia ha toccato il record del 17.7% contro il 12.4% dello stesso periodo del 2010. Il numero totale dei disoccupati sta rapidamente puntando verso il milione di persone sugli 11 milioni di abitanti del Paese.

Secondo Medici del mondo, una Ong presente ad Atene e Salonicco, un ateniese su undici si nutre alle mense comunali, della chiesa, 6 greci su 10 hanno peggiorato le abitudini alimentari. Inoltre, 100 bambini al giorno si fanno vaccinare dai medici della stessa organizzazione. Il dato è interessante, perché la loro attività era un tempo destinata agli stranieri, nell’ultimo anno ha visto un aumento del 30% di pazienti greci bisognosi. Se gli statali non dormono sonni tranquilli, i commercianti non stanno meglio.

Dal 2010 al 2011 68 mila aziende hanno chiuso i battenti, il dato è sconvolgente se lo si confronta con le 30 mila imprese che hanno chiuso in sette anni, tra il 2003 e il 2010, con conseguente collasso delle rendite degli affitti. L’associazione dei proprietari di imprese di Salonicco stima che il 21% della città nel Nord della Grecia ha cessato l’attività dall’inizio di quest’anno. Dietro ai numeri si nascondono i racconti di famiglie distrutte dalla crisi.

Sempre più associazioni che si occupano di bambini abbandonati lanciano l’allarme raccontano di donne che non riescono a crescere i propri figli, non più individui borderline con problemi di droga o alcool. Il parroco che gestisce il centro Kivotos racconta di aver raccolto quattro bambini abbandonati dietro la porta della sua casa, di aver soccorso due neonati malnutriti solo negli ultimi due mesi. Purtroppo per il 2012 le previsioni non sono delle migliori: secondo la bozza il bozza di bilancio depositata in Parlamento, il pil greco segnerà una contrazione del 2,5%, chiudendo il quarto anno consecutivo in recessione.

Dominga D’Alano

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