Grecia, ancora sciopero dopo gli scontri di ieri

Papandreou, guida del Governo della Grecia

ATENE – Secondo giorno di sciopero generale in Grecia. Ieri erano circa 200.000, molte meno (100-120.000) secondo altre fonti, le persone scese a manifestare contro il piano ‘lacrime e sangue’ del Governo socialista di Papandreou, una soluzione che ha provocato l’esplodere dei disordini sociali, ma che per molti è la sola via percorribile per risollevare il Paese dalla difficile situazione finanziaria.

Hanno fatto il giro del mondo le immagini della guerriglia urbana scatenatesi tra le vie della capitale, con le forze dell’ordine costrette ad intervenire con i cannoni ad acqua e i gas lacrimogeni contro le frange più estremiste e violente dei manifestanti. Si contano una cinquantina di feriti

E intanto in mattinata circa 17.000 manifestanti si sono ritrovati nuovamente nel centro di Atene, proprio davanti al Parlamento in piazza Syntagma, per il secondo giorno di sciopero generale. Si tratta di un punto strategico ed oggi ancor più al centro dell’attenzione, perchè il Parlamento è chiamato ad approvare, in via definitiva, le misure dettate alla Grecia dai creditori, a partire dall’Unione Europea e dal Fondo monetario internazionale. La polizia ha già stretto il cerchio della sicurezza, bloccando la circolazione nella zona e piazzando decine di furgoni in assetto anti-sommossa: notizie ansa di pochi minuti fa parlavano di alcuni lanci di pietre.

Le disposizioni sono già state approvate ieri sera, con 154 voti favorevoli contro i 141 no,  ma si attende per questa sera il voto finale sulle nuove misure di austerity che andranno ad interessare in particolare il settore pubblico. Previsti una drastica riduzione del numero dei dipendenti statali, il taglio del loro stipendio, l’aumento delle imposte e il congelamento di convenzioni collettive: è chiaro che tutto ciò avrà un riflesso immediato anche nel settore privato, a partire da  un generalizzato abbassamento dei salari, sebbene ora siano i lavoratori pubblici i più colpiti, tanto da manifestare con slogan come «Il governo, il Fondo monetario internazionale e l’Unione europea nuocciono alla salute».

Redazione

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