Grazie Louise Bourgeois

Grave lutto nel mondo dell’arte: muore a 98 anni la grande artista contemporanea Louise Bourgeois

Di Natalia Radicchio

New York – La celebre artista franco-americana, che privilegiava la scultura, è morta ieri al Beth Israel Medical Center di Manhattan in seguito a problemi cardiaci. Avrebbe compiuto 99 anni il giorno di Natale prossimo.

Già dai primi decisi vagiti – quando il medico di famiglia non aveva indugiato nel suggerire alla madre vittoriana, già tanto dispiaciuta di disturbare, che gli stava rovinando la festa – aveva subito «incominciato a dare fastidio», diceva. E così ha continuato tutta la vita, infastidendo anche il perbenismo d’avanguardia artistica mentre faceva rotolare nelle sale dei musei i suoi meteoriti di pietra michelangiolesca che lei stessa andava a scegliere in Versilia. «La pietra is io», diceva autoironica.

Louise Bourgeois aveva frequentato la Scuola di Belle Arti di Parigi per poi trasferirsi a New York nel 1938, dove acquisì la cittadinanza americana nel 1951 e prese parte a diverse correnti artistiche cominciando con il surrealismo degli emigrati europei. A partire dagli anni sessanta si era dedicata alla lavorazione del metallo realizzando tra l’altro molte celebri installazioni, come ”The Destruction of the father” del 1974, che testimoniava il suo drammatico rapporto con il padre.

Terza figlia femmina, un solo fratello, di una madre rassegnata a un marito frequentatore di bordelli e amanti, mise in mostra la sua splendida casa borghese in una gabbia sotto una ghigliottina.

Fra le sue opere piu’ famose, la serie di ragni giganti presentata come simbolo materno ed intitolata ”Maman“, uno dei quali, altro oltre nove metri, si trova davanti alla National Gallery del Canada. Nel 1993 la Bourgeois aveva partecipato alla Biennale di Venezia e negli ultimi anni, oltre che del tema materno, si era occupata di sessualità, famiglia e solitudine: «L’ unica vera arte che ho praticato tutta la vita - affermavaè stata l’arte di combattere la depressione, la dipendenza emotiva. Quello che mi interessa è la conquista della paura: nascondersi, confrontarsi, esorcizzare, vergognarsi, tremare. (…) Il mio lavoro è l’opera di ricostruzione di me stessa e trova origine nella mia infanzia».

In occasione del novantacinquesimo compleanno, nel 2007, la Tate Modern di Londra le aveva dedicato un’ampia retrospettiva, trasferita poi in altri musei tra cui il Centre Pompidou.

Tra pochi giorni, la Fondazione Vedova a Venezia l’avrebbe celebrata con una mostra di inediti dal titolo Louise Bourgeois, The Fabric Works. Nel meraviglioso spazio del Magazzino del Sale verranno ospitate infatti le quasi sconosciute opere realizzate in stoffa, come i “Fabric Drawnings”, realizzati dal 2002 al 2008. Dal 5 giugno al 19 settembre, montaggi e collage di parti di vestiti appartenenti a lei a sua madre ripercorrono la storia intima e simbolica dell’artista offrendoci una testimonianza emotiva e cromatica di un’energia dirompente.

Nata borghese nel 1911, rinasce  artista  negli anni Ottanta per passare, sulla soglia dei cento anni, a vita immortale, regalandoci un grande esempio di riscatto umano e artistico. Grazie Louise Bourgeois.

FOTO: www.blog.leiweb.it; www.artknowledgenews.com; jeremypollard.org

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