Grandi fotografi a 33 giri

Roma – Per coloro che non approfitteranno del lungo ponte concesso ai romani dalla festa dei Patroni SS. Pietro e Paolo per andare in vacanza, nutrite sono le proposte offerte dall’estate capitolina. Fra queste, non bisognerebbe perdere occasione nel visitare un’interessante mostra presente ancora per poco nelle sale espositive dell’Auditorium di Roma.

Qui Raffaella Perna e Stefano Dello Schiavo, da sempre appassionati di dischi in vinile, esplorano  singolarmente il rapporto tra musica e fotografia. Grandi fotografi a 33 giri è una mostra pensata come una carrellata di cover che, dagli anni ’50 fino a oggi, sono state realizzate dai più grandi fotografi come oggetti dalla duplice valenza culturale e commerciale, e che in molti casi hanno contribuito a formare l’immaginario visivo dei diversi generi musicali.

Come è avvenuto per il jazz, quando Lee Friedlander incorniciava i maestri dell’improvvisazione nei suoi primi e primissimi piani, tradizione ripresa e portata all’estremo trenta anni più tardi, con il close-up scattato da Irving Penn a Miles Davis per l’album del 1986 Tutu. Un tentativo di avvicinamento anche fisico che porta il fotografo quasi a entrare nel volto del trombettista americano svelandone i più intimi segreti.

O ancora con il rock, con le cover fotografiche di Andy Warhol e di Nobuyoshi Araki, o i tanti, lunghi e fruttiferi sodalizi artistici: come quello tra Robert Mapplethorpe e la cantante Patti Smith, cui si deve una delle più celebri copertine della storia, quella di Horses del 1975, o tra Anton Corbijn e gli U2, da cui sono nate immagini entrate a far parte dell’universo visivo di intere generazioni di fan della band irlandese.

Tanti i fotografi di moda che in più di un’occasione si sono prestati alla discografia: tra questi Richard Avedon, David Bailey, Helmut Newton, Mario Testino, Bruce Weber, Ellen von Unwerth, Herb Ritts e Steven Meisel, quest’ultimo scelto da Madonna nel 1984 per la celebre copertina di Like a Virgin. Immancabile Annie Leibovitz con la cover, sempre del 1984, realizzata per l’LP Born in The USA di Bruce Springsteen. Tra gli italiani invece storica la fotografia di Oliviero Toscani che Lou Reed scelse per il suo live del 1975.

L’appassionante esposizione è un’occasione per ripercorrere non solo la storia della musica ma anche i nostri ricordi indietro negli anni. Un’emozione da vivere anche sotto l’aspetto visivo e tattile, di quando con un gesto sicuro delle dita si sfila il disco di vinile dalla custodia di cartone rigirandola tra le mani, lato A e lato B, la puntina che scende, quei secondi d’attesa prima che il suono del 33 giri si diffonda dalle casse. Sublime.

Natalia Radicchio

Foto via http://4.bp.blogspot.com

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