GP Bahrain, nuove proteste e scontri contro la Formula 1 insanguinata

Anche a Londra si è protestato, davanti al centro operativo della Formula 1

Sakhir (Bahrain) – Tra poche ore si corre: i semafori spegneranno le luci verdi e i ventiquattro piloti scatteranno dalle loro postazioni come se nulla fosse successo. Sono proseguiti nella notte, alla vigilia del Gran Premio di Formula 1, gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine in Bahrain. Gli oppositori hanno continuato a chiedere la liberazione di Abdulhadi al-Khawaja, attivista sciita in sciopero della fame da febbraio scorso nonostante i sopprusi che sono costretti ad affrontare da parte del regno sunnita e l’indifferenza del mondo che gira attorno alla Formula 1.
Le manifestazioni, che durano da più di un anno e sulle quali i media internazionali hanno preferito stendere un velo a differenza di Egitto, Tunisia e Libia, sono violentemente represse nel sangue dai poliziotti mentre il Circus iridato, che si trova in Bahrain per disputare la quarta prova del campionato del mondo, ha preferito disinteressarsi alla situazione con i piloti che si trincerano dietro alla frase fatta Sono un uomo di sport, la politica non mi interessa, mentre Jean Todt, presidente della Fia, organo massimo che gestisce la Formula 1, sabato mattina avrebbe dichiarato che solo il 10% della popolazione sarebbe contraria a disputare la corsa iridata.

Continuano senza sosta gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, per lo più nei villaggi sciiti del paese poco distanti dall’autodromo, dove decine di manifestanti, alcuni dei quali a volto coperto, hanno scandito slogan ostili al regime e si sono scagliati contro la polizia, alcuni giovani, nonostante l’ingente spiegamento di forze che controllano le vie di accesso al circuito di Sakhir, sono riusciti ad interrompere per brevi periodi alcune strade bruciando copertoni di auto e cassonetti mentre circa settemila persone hanno manifestato ieri a Manama per chiedere riforme costituzionali e contestare il Gran Premio del Bahrein, accusato di legittimare il regime. Anche a Londra si è protestato, davanti al centro operativo della Formula 1, ma in questo caso si parla di poche decine di persone.

Lo afferma da giorni il principe ereditario del piccolo principato arabo, si correrà e per soldi, ma in queste ultime ore di avvicinamento all’appuntamento iridato bisognerà anche provare a svelare il piccolo mistero gira attorno alla Force India e che invitabilmente ha a che fare con tutta questa situazione di tensione: dopo le qualifiche si è parlato della possibile e deliberata esclusione della Force India dalle immagini televisive della regia della Fom di Bernie Ecclestone per una vendetta del Patron a seguito della decisione del team indiano di non disputare le libere 2 di venerdì mentre chissà come mai le tribune, che generalmente sono gremite di tifosi, in questo fine settimana non sono mai state inquadrate. Ancora tre ore per veder andare in scena lo spettacolo sportivo che ha deciso di coprire un massacro di massa.

Eleonora Ottonello

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