Governo: tensioni Berlusconi, Tremonti. Letta media

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Da sinistra: Bossi, Tremonti, Calderoli

Roma Gianni Letta media. La disputa tra il premier, Silvio Berlusconi, e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti è di là dall’essere seppellita e sembra che neanche il grande pacificatore, sottosegretario alla presidenza e portavoce del premier, Letta, riesca nel miracolo di rinsaldare le braccia del Governo.

Berlusconi, ancora rabbuiato dal mancato voto del ministro sul caso Milanese, impegnato in missione all’estero, non pare intenzionato a deporre l’ascia di guerra contro Tremonti.

Questi, dal canto suo, non sembra sia disposto a vedere il proprio ministero posto sotto colleggialità con mandato al presidente del Consiglio stesso. Un’iniziativa che Berlusconi vuole portare avanti, in ragione della ritrosia di Tremonti a cedere sulla sicurezza dei conti per avviare le riforme richieste dalla Ue e Confindustria. Inevitabile lo scontro.

Così mentre le opposizioni chiedono le dimissioni di Berlusconi e lui quelle del ministro Tremonti, i 2 non sembrano intenzionati a incontrarsi neppure per caso.

Ieri, Il ministro ha passato la giornata in via Bellerio, sede del Carroccio, nel tentativo di rinsaldare i rapporti con la Lega, mossa necessaria per blindarsi dalle dimissioni.

Il premier, di contro, è stato impegnatissimo in viaggi istituzionali, occupato nelle novità sul processo Mediaset (per cui il tribunale ha deciso di tagliare una decina di testimoni alla difesa, evitando così la prescrizione) e una cena con amici imprenditori ai quali ha teso a spiegare i provvedimenti alla crescita, integrativi alla manovra. Troppi appuntamenti per interessarsi ad un ministro che a dire del presidente: ‹‹fa tutto di testa sua, non ascolta nessuno e dà lezioni a tutti credendosi un genio››.

Eppure un’apertura sembra esserci. Letta, dopo interminabili ore trascorse al telefono con l’una e l’altra parte, pare essere riuscito ad organizzare un incontro tra i 2 litiganti, in programma per oggi.

Tutto questo si gioca in una giornata nella quale la Farnesina, nella figura del ministro degli Esteri Franco Frattini, ha da poco reso noto di aver aperto i canali ufficiali con le autorità panamensi, in merito alla latitanza di Valter Lavitola, l’ex direttore dell’Avanti, coinvolto nella vicenda sulle presunte estorsioni al premier.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

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