Governo: se cade, Mauro e Cuperlo vogliono altra maggioranza

Gianni Cuperlo (encrypted-tbn3.gstatic.com)

Roma - Giornata a dir poco calda per il Governo Letta che rischia, per l’ennesima volta, di cadere. Mario Mauro – ministro ed esponente di Scelta Civica e Gianni Cuperlo – candidato alla segreteria del Partito Democratico – intanto avvertono che nel caso l’esecutivo dovesse cadere, si dovrebbe cercare un’altra maggioranza.

Il primo ha dichiarato che si impegnerà in prima persona: «Se qualcuno cercherà di far saltare il governo, io farò di tutto per trovare ancora una maggioranza: con quelle persone libere e consapevoli che la nostra Costituzione non prevede vincolo di mandato». Il ministro non esclude di rivolgersi ai deputati e senatori del Movimento 5 Stelle: «L’Italia è nei guai e questo impone di aprirsi a tutti».

Intanto Mauro, ex parlamentare europeo di Forza Italia, punta il dito contro il Pdl e al suo annuncio di dimissioni di massa dei parlamentari in caso di decadenza del Cavaliere: «In aprile ci siamo tutti impegnati davanti al presidente Napolitano ad assumerci la responsabilità di rimuovere insieme il macigno enorme che si trova sulla strada dell’Italia. Ora il Pdl rinnega quell’impegno e mette a rischio la possibilità di eliminare quel macigno: si comporta più come una corte che come una forza desiderosa di contribuire alla salute del Paese».

Cuperlo invece non anticipa sue mosse personali ma si rivolge al Capo dello Stato: «Se Letta non dovesse avere in Parlamento una maggioranza sarà compito del presidente Napolitano verificare se c’è la possibilità di una maggioranza differente per fare la legge elettorale e la legge di stabilità. In discussione è la tenuta democratica del Paese».

Anche Roberto Maroni ha detto la sua sulla firme raccolte dal Popolo della Libertà: «Sono una mozione di sfiducia palese nei confronti del Governo e quindi Letta dovrebbe fare solo una cosa, rassegnare le dimissioni al presidente Napolitano».

Ieri il presidente del Consiglio Enrico Letta ha definito l’operazione del centrodestra a difesa del suo leader «un’umiliazione per l’Italia» e ha dichiarato che appena tornerà in Italia si incontrerà con Napolitano per decidere cosa fare.

Giacomo Cangi

foto: encrypted-tbn3.gstatic.com; style.it

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