Governo Renzi: le ultime parole famose

Governo Renzi

Maria Elena Boschi (biografieonline.it)

Già normalmente i politici italiani si rendono autori di spettacoli a dir poco raccapriccianti (o comici, dipende dallo spirito con cui si osserva la realtà), in tempi di crisi di Governo poi si sbizzarriscono ancora di più. E i giovani dimostrano di essere peggiori anche dei tanto criticati anziani.

I FOLTI BOSCHI DELLA MENTE - La più renziana dei renziani, Maria Elena Boschi, l’11 febbraio a Radio Capital diceva: «Io sostengo che a Palazzo Chigi si va con il voto degli italiani e noi siamo pronti ad andare alle elezioni anche domani». Meglio di Cassandra, questa Boschi. La cosa divertente è che adesso la giovane avvocatessa di Montevarchi sembrerebbe essere candidata al Ministero delle Riforme del nuovo Governo Renzi. Per carità, sicuramente la Boschi ha le potenzialità di fare un buon lavoro, migliore del suo predecessore Gaetano Quagliariello (ti piace vincere facile?). Se magari, però, prima di riformare il paese facesse pace con il cervello, non sarebbe male.

LA SPERANZA È L’ULTIMA A MORIRE - Il capogruppo del Pd alla Camera Roberto Speranza – classe 1979 – è uno che garantisce sempre grasse risate. Alla direzione del Partito Democratico di giovedì ha votato a favore del documento che , di fatto, ha sfiduciato Enrico Letta e ha aperto la strada al nuovo esecutivo guidato da Matteo Renzi. Nessuna ricorda, però, cosa diceva lo stesso Speranza il due settembre scorso: «Per me, e lo sostengo da tempo, Matteo Renzi è una risorsa per il nostro partito, un valore aggiunto. Però il nuovo segretario dovrà avere in testa soltanto il rilancio del nostro partito, e non altri obiettivi». Ha le idee chiare, questo Speranza. Ma non è finita. Il giorno di San Valentino Speranza ha detto: «La vita democratica è fatta di delicati passaggi formali e di prassi consolidate che assicurano la rappresentanza e il rispetto della volontà popolare. L’annuncio del Movimento 5 e della Lega di non partecipare alle consultazioni non è solo un’inaccettabile mancanza di rispetto alla massima carica dello Stato, ma anche il segnale evidente che qualcuno ha in sofferenza le regole della democrazia. Preferisce obbedire alla volontà di un capo, oppure vellicare facili populismi che confrontarsi per cercare soluzioni ai problemi delle famiglie e dare un governo al Paese». Vero è che al M5S e alla Lega poco importa di rispettare le consuetudini costituzionali, ma come mai Speranza non si scandalizza allo stesso modo quando in una Repubblica parlamentare per la terza volta in meno di due anni e mezzo il presidente del Consiglio si dimette senza essere sfiduciato dalle Camere? Un caso lampante di democrazia a orologeria.

Governo Renzi

Roberto Speranza (dagospia.com)

UNA FERRARI SENZA BENZINA - In generale, si sta assistendo a un arrampicarsi sugli specchi collettivo per giustificare l’avvento del nuovo Governo Renzi. Lo sa bene il giovane deputato democratico e renziano Edoardo Fanucci, ospite di Night Desk (La7) nella notte fra il 14 e il 15 febbraio, il quale ha detto che non si tratta di una staffetta in quanto il nuovo Governo Renzi avrà una velocità diversa. Non si capisce, però, come farà a cambiare velocità un esecutivo che, a meno di clamorose sorprese, conterà sulla stessa maggioranza parlamentare di prima, cioè quella che includeva Casini (in Parlamento dal 1983), Formigoni (indagato per corruzione e associazione per delinquere), Giovanardi («È evidente che Ilaria Cucchi sta sfruttando la tragedia del fratello»), Schifani (indagato per concorso esterno). Come si fa con questi soggetti a risolvere il problema della disoccupazione dilagante, della giustizia lenta, della criminalità organizzata, a pensare una nuova legislazione del lavoro, dei diritti civili, dell’immigrazione, e del conflitto d’interessi?

OPPOSITORI MA ANCHE NO - Ma i problemi non ce l’hanno solo i renziani. Il segretario federale della Lega – il quarantenne Matteo Salvini – sta giocando a fare contemporaneamente l’oppositore duro e puro del sistema barone, e il responsabile disposto a collaborare. Non andrà alle consultazioni con il Presidente della Repubblica perché gli impediscono di portare rappresentanti del territorio e, intervenendo telefonicamente a Matrix (Canale5) nella notte fra venerdì e sabato, ha addirittura detto che in Italia non c’è più democrazia perché i presidenti del Consiglio non li scelgono più i cittadini. Poi però ha aggiunto che andrà a parlare con Renzi. Ma come? Incontrerà il futuro Premier frutto di un gioco di palazzi? Allora, se è vero, come dice, che l’Italia difetta di mancanza di democrazia, lui così facendo diventerà complice. Qualcuno lo avvisi, così magari potrà prendersela con se stesso.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: biografieonline.it; dagospia.com; formiche.net

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