Governo Monti. Grilli e le privatizzazioni all’amatriciana

grilli

Il presidente Giorgio Napolitano e il neo ministro Vittorio Grilli al momento della nomina

Esordio col botto per il neo-ministro dell’economia Vittorio Grilli: l’ex direttore generale del Tesoro sembra aver messo l’imponente debito pubblico italiano nel mirino, ed il suo obiettivo dichiarato è quello di abbatterlo energicamente procedendo con la cessione di 15-20 miliardi di patrimonio pubblico all’anno per i prossimi cinque anni.

Dopo aver contenuto il debito sempre e soltanto ricorrendo alle martoriate tasche degli italiani, il governo sembra quindi intenzionato, finalmente, a cambiare rotta. Sembra, perché la storia più o meno recente del nostro paese invita alla prudenza, e alle buone intenzioni dovranno presto seguire i fatti, se la volontà sarà davvero quella di togliere una buona volta l’Italia dalle secche della crisi. Mai come nel caso delle privatizzazioni, infatti, la bontà dei provvedimenti adottati dipende dai mezzi che si utilizzano, al di là di quelle che sono le dichiarazioni di intenti.

Una delle strade principali che il governo sembra intenzionato a percorrere è ad esempio quella della cessione di quote detenute in società partecipate (prime fra tutte Fintecna, Sace e Simest) alla Cassa depositi e prestiti; quest’ultima è però controllata al 70% dal Tesoro stesso, il che finirebbe col costituire il solito giuoco di scatole cinesi buono forse per rifare un po’ il trucco al bilancio dello Stato, non certo per risanare il paese e placare un po’ lo spread, convincendo i mercati che la strada imboccata è quella giusta. In molti casi, inoltre, le società che potrebbero essere interessate da simili operazioni ricoprono una posizione di monopolio nel proprio mercato, il che consiglierebbe di far precedere il tutto da un processo di liberalizzazione che aprisse per quanto possibile il settore alla concorrenza e scongiurasse le solite privatizzazioni “all’amatriciana”, buone soltanto per riempire le tasche degli amici di amici.

Le procedure per le assegnazioni dovranno inoltre essere trasparenti, senza che al contempo siano previsti vincoli alla conduzione delle imprese una volta che queste saranno passate di mano, in linea con quanto auspicato dall’Ocse in una inda­gine di qualche anno fa sulle privatizzazioni effettuate nell’arco degli anni Novanta. Trattasi di un programma ambizioso e di non facile realizzazione, come hanno in parte dimostrato le fallimentari operazioni di cartolarizzazione dell’era Tremonti,  le famigerate “Scip”, anche perché gli asset di proprietà pubblica sono divisi tra numerosi enti e livelli di governo che difficilmente riescono a collaborare fra loro in modo costruttivo. Quella delle privatizzazioni resta, nonostante questo, una delle poche vie percorribili per abbattere il debito senza inasprire ulteriormente una pressione fiscale già asfissiante: perseguirla con forza e serietà sarebbe un bel passo in avanti, per questo governo malconcio.

Leonardo Butini

foto: style.it; forzadelsud.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Una risposta a Governo Monti. Grilli e le privatizzazioni all’amatriciana

  1. Pingback: Anonimo

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews