Governo alla svolta leghista. Alfano: ‘Faremo più rimpatri’

Palermo – Prove generali di cambiamento politico nel Governo Renzi sul tema immigrazione. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano è intervenuto al Festival del lavoro di Palermo con un videomessaggio trattante la questione dei rimpatri per gli irregolari.

«Mentre l’Europa deve accogliere i migranti che scappano da guerre e da persecuzioni, come prevedono le regole di civiltà di questo nostro grande continente, noi dobbiamo rimpatriare chi entra in Italia irregolarmente. Potenzialmente il sistema dei rimpatri – continua il ministro – è la scelta che può dare conto anche all’opinione pubblica, stanca di vedere sbarchi».

L’annuncio arriva dopo gli attentati di stampo islamista che hanno sconvolto nuovamente la Francia e la Tunisia, ma anche in seguito alle trattative fallite del premier Matteo Renzi con la Ue laddove le richieste italiane di accogliere e distribuire per quote la mole di immigrati sbarcati in Italia sono state pressoché tutte bocciate.

RENZI CAPITOLA SULL’IMMIGRAZIONE – Non rimane, dunque, che il cambio di rotta e la presa d’atto: i non aventi diritto vanno rimandati in dietro sia per ragioni di sicurezza nazionale, spiega ancora Alfano, sia per «impedire che gli italiani non trovino lavoro per colpa di immigrati che non hanno diritto di stare qui». Parole, queste ultime, che hanno fatto la gioia della Lega Nord, ma pure hanno sollevato sottili ironie nei confronti di un ministro che, dal momento del proprio mandato, si diceva in profondo disaccordo con le argomentazioni del segretario del Carroccio Matteo Salvini.

Ribatte il leader della Lega: «Ho sentito il videomessaggio di Alfano in cui parlava dei rimpatri degli immigrati e devo dire che mi sembrava un leghista. Solo ora si è svegliato… Fino a 15 giorni fa dire che bisognava espellerli era una roba da barbari mentre oggi è il governo a dirlo».

Al commento di Salvini si è aggiunto quello del sindaco di Palermo Leoluca Orlando il quale, per sfavorire l’afflusso di immigrati, suggerisce di «abolire il permesso di soggiorno». Questo, giustifica Orlando, «se non vogliamo essere considerati complici del genocidio in corso nel Mediterraneo». Una proposta con la quale il leader Salvini non è d’accordo«Ha dipinto l’anarchia», sostiene il leghista, «se si tolgono diritti e doveri è anarchia totale». Una visione del mondo bizzarra, secondo Salvini, egoista e difficilmente gestibile.

Chantal Cresta

 

 

 

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