Google in azione per fermare la pedopornografia

In azione i nuovi fltri sul motore di ricerca: Google search fermerà un ampio numero di ricerche pedopornografiche

Eric Schmidt, Ceo di Google (tmnews.it)

Eric Schmidt, Ceo di Google (tmnews.it)

Google cambia un po’ e si pone come baluardo in difesa dei più giovani e deboli: come ha annunciato Eric Schmidt, amministratore delegato della società che gestisce il motore di ricerca più usato del web, i tecnici stanno sviluppando una nuova tecnologia che consentirà di bloccare un gran numero di ricerche pedopornografiche attraverso il proprio sito.

LA TECNOLOGIA – Inizialmente il progetto funzionerà solo nei paesi di lingua inglese – e, quindi, nei motori correlati – ma entro breve dovrebbe espandersi ai 158 linguaggi “parlati” da Google, coprendo così buona parte del globo. Schmidt ha spiegato che il problema coinvolge circa 100.000 tipi di ricerche, tutte dedicate alla pedopornografia, che da ora in poi saranno bloccate dai filtri del motore di ricerca. Secondo il Ceo di Google, per questo progetto hanno lavorato «più di 200 dipendenti sullo sviluppo di nuove tecnologie per controllare il problema». Secondo quanto detto da Schmidt, «abbiamo impostato con precisione Google search per individuare nei nostri risultati i link legati all’abuso sessuale dei bambini»: una sorta di guardia che filtrerà non solo le parole – chiave delle ricerche, dunque, ma anche capace di verificare alcuni contenuti delle pagine web ricercate. «Anche se nessun algoritmo e perfetto e Google non può impedire che i pedofili aggiungano nuove immagini sul web – ha aggiunto ancora Eric Schmidt – le novità introdotte hanno consentito di ripulire i risultati di più di 100.000 applicazioni potenzialmente correlate ad abusi di minori».

IL VERTICE DI LONDRA – L’annuncio del Ceo di Mountain View è giunto alla vigilia del vertice di Londra, dove si parlerà proprio di sicurezza del Web; in questi giorni, infatti, il primo ministro britannico Cameron incontrerà nella capitale britannica i responsabili delle principali società operanti sulla Rete, tra le quali Google e Microsoft, dopo che nel luglio scorso aveva sollecitato un intervento più evidente delle compagnie nell’ostacolare l’illegalità in Rete.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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