Gomme e sicurezza: i piloti pronti a boicottare la Formula 1

formula 1

«Credo sia una cosa giusta», il parere del team principal della McLaren sul possibile sciopero dei piloti (foto: f1fanatik.com)

Milano – L’imperativo è quello di capire il perché, cosa ha provocato quelle esplosioni alle gomme e agire, velocemente. Questo è quello che i piloti di Formula 1, dopo il caos pneumatici andato in scena a Silverstone, in occasione del Gran Premio di Gran Bretagna di domenica scorsa. A quasi 48 ore di distanza dalla corsa, che verrà ricordata principalmente per le quattro forature che per la vittoria di Rosberg, il mondo della Formula 1 e in particolar modo i piloti, sarebbero pronti a boicottare il prossimo appuntamento iridato, la gara di Germania, che andrà in scena domenica sul tracciato del Nurburgring. Sulla vicenda, di cui si parlerà in una riunione tra i team, la Fia e la Pirelli domani, a Parigi, è anche previsto un incontro tra i piloti riuniti in una sorta di sindacato, la Gpda, ossia la Grand Prix Drivers Association.
Tra i primi, che hanno ipotizzato questa azzardata mossa da parte degli eroi delle quattro ruote, c’è il capo della scuderia McLaren, Martin Whitmarsh, che ha confermato come i piloti starebbero prendendo seriamente in considerazione questa possibilità: «Penso ci sia il pericolo di un boicottaggio dei piloti e credo sia una cosa giusta. Non è questo quello che vogliamo per la F1, abbiamo già avuto un problema simile a Indianapolis ed è stato terribile – ha suggerito il team principal di Woking parlando del GP degli Stati Uniti del 2005, quando presero il via solo sei vetture gommate Bridgestone, mentre quelle gommate Michelin non parteciparono alla gara – Questo non è il momento di puntare il dito, è il momento di lavorare insieme e trovare la soluzione per andare avanti».

Il precedente - Un altro caso gomme, riguardante la Michelin però, andò in scena in occasione del GP degli Stati Uniti del 2005, a Indianapolis quando, alla corsa presero il via solamente sei piloti, gommati Bridgestone, a causa del ritiro alla fine del giro di ricognizione delle vetture gommate Michelin per problemi di sicurezza, dato che la casa francese non riteneva sufficientemente affidabili le proprie gomme per la percorrenza ripetuta della curva finale sopraelevata a velocità di gara.

Kyalamy 1982, l’ultimo e vero sciopero - Un boicottamento in piena regola quello andato in scena in occasione del Gran Premio del Sudafrica del 1982, a Kyalamy, dove i piloti, contrari alla nuova super licenza della Fisa venuta a crearsi nell’inverno del 1981, alla vigilia della corsa si recarono al Sunnyside Park Hotel di Johannesburg, dove cominciarono lo sciopero in un salone dell’albergo, bloccando l’ingresso con il pianoforte della sala. Anche se la corsa alla fin fine ebbe luogo, vinta da Alain Prost davanti a Carlos Reutemann e a René Arnoux, dopo la gara i commissari avvisarono i piloti, multati di 10 mila dollari, che la loro super licenza era sospesa. Niente di fatto: ben prima del Gran Premio del Brasile, la corte d’appello della Fia ridusse le multe a 5 mila dollari, cancellando il ritiro delle sospensioni delle licenze e la norma contestata dai piloti.

foto homepage: f1fanatik.com

Eleonora Ottonello

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