God save Italy: al Sei Nazioni italia travolta dai leoni inglesi

pallone

Foto: http://breakfastinlondon.blogosfere.it/

Londra - Che gli inglesi siano maestri di rugby nessuno lo mettono in discussione tantomeno Parisse e compagni. Che gli inglesi siano di un livello superiore all’Italia è risaputo visto anche i sedici precedenti fra le due nazionali con un record di 16 – 0. Che la differenza fra Italia e Inghilterra sia di cinquanta punti nessuno poteva immaginarlo, soprattutto dopo la confortante prestazione di settimana scorsa degli azzurri contro l’Irlanda. L’Italrugby dura 20 minuti e nel tempio di Twickenham non salva nemmeno l’onore. L’Inghilterra trita gli  azzurri per 59-13 nella seconda giornata del Sei Nazioni umiliando la  Nazionale del ct Nick Mallett. Il XV della Rosa segna 8 mete, 4 con l’ispiratissimo Ashton, in un match dominato dall’inizio alla fine. Lo show è tutto di Ashton, autore di ben 4 mete. La Nazionale di Mallett questa volta delude, la meta di Ongaro non può bastare.

L’Italia tiene fede agli elogi inglesi della vigilia e per 120 secondi si piazza nella metà campo inglese e attacca a testa bassa. Il problema è che dopo quest’apnea l’Inghilterra riparte con Ashton che sfrutta la palla persa del nostro capitano Parisse all’interno dei 22 metri avversari e ha oltre 40 metri di campo per prendere la rincorsa e correre in meta. E’ una stilettata all’orgoglio azzurro, Flood trasforma per il 7-0 dopo tre minuti. L’Italia reagisce con i piazzati di Mirco Bergamasco (5′e 14′) e resta in corsa per venti minuti abbondanti e non rinuncia a giocare a viso aperto contro avversari tecnicamente più dotati. La partita strenua degli azzurri finisce qua.
È ancora Ashton a rifinire un’azione rapida: schiaccia in meta bene un offload rapidissimo (Flood poi trasforma, 17-6). L’Italia decide di continuare a battere la strada dell’affronto a viso ad aperto. L’Inghilterra ringrazia e gioca in maniera splendida. Palla veloce, interno – esterno, marcature saltate e Cueto arriva in meta. Flood trasforma e con due mete in cinque minuti i ragazzi di Johnson sono avanti 24-6 alla mezz’ora. Touche da destra, azione che si sposta al centro, offload e Tindall si infila per un’altra meta (Flood poi trasforma, 31-6) al 35′. Ancora una volta Azzurri in ritardo sulla lettura dell’offload che gli inglesi giocano con una disarmante facilità. E il primo tempo finisce così con la difesa italiana che subisce tre mete in dieci minuti.

La ripresa comincia come il primo tempo. L’Italia avanti e l’Inghilterra che ci guadagna perché dopo quattro minuti Castrogiovanni interrompe il gioco volontariamente per rallentare la manovra inglese: cartellino giallo e Azzurri con un uomo in meno per dieci minuti. Stranamente i padroni di casa però segnano solo alla fine della superiorità numerica. Azione personale di Haskell che porta via quattro avversari, scarica per Banahan che dà sostegno di Ashton per la meta (Flood trasforma, 38-6). Per l’ala numero 14 dei bianchi è l’ottava in 9 gare con l’Inghilterra. Continua la sofferenza azzurra. Al 58′ Care corre in maniera intelligente, finta di andare a giocare all’esterno invece s’infila tra Lo Cicero e Dallapè per finire la sua corsa in meta. Ancora errore nei placcaggi. Poi Wilkinson, appena entrato, trasforma (45-6). La fiammata azzurra arriva al 70′. Dopo ben otto touche errate riusciamo a ricevere una rimessa laterale e a sfruttare la mischia che trasporta in meta Ongaro (Bergamasco poi trasforma, 45-13). E’ un buon segnale perché certifica la vitalità e la voglia di giocarsela fino alla fine. Al 32′, invece,

asthon

Ahston vola in meta - (Foto http://sport.sky.it/)

Haskell archivia la contesa con un passivo pesantissimo per la selezione di Nick Mallett. L’ultimo squillo è di colui che aveva stappato il pomeriggio, quell’Ashton che tiene una media spaventosa (nove mete in nove caps) e va a piazzare la palla al di là della linea. Wilkinson calcia ancora per il definitivo 59-13.

A fine gara il tecnico azzurro Mallet fa una lettura lucida della gara, soffermandosi sui troppi errori in difesa nell’uno contro uno e i troppi errori nei placcaggi. Altra nota negativa sono le touche: otto errori in rimessa non sono tollerabili per una squadra che vuole competere a certi livelli. Passo indietro per gli azzurri che ora devono dimenticare al più presto questa disfatta e concentrarsi sulla prossima sfida fra 2 settimane contro il Galles.

Alessio Tedde

Foto – http://sport.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/sport/rugby/2011/02/12/italia1.jpg

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