Gli spettacoli teatrali a Roma e Milano nel mese di febbraio

Giovanna Velardi e Filippo Luna in Carmen Duo

Giovanna Velardi e Filippo Luna in Carmen Duo

Nonostante febbraio difetti di qualche giorno rispetto agli altri mesi dell’anno, i cartelloni delle stagioni artistiche di Roma e Milano proseguono a passo spedito e con grande intensità. La rubrica di teatro di WakeUpNews vi regala un’accurata selezione dei migliori spettacoli teatrali, in scena questo mese.

ROMA – La città di Roma inaugura con un grande classico dell’intramontabile drammaturgo William Shakespeare. Sarà in scena, al Teatro Argentina dall’11 febbraio al 2 marzo, La bisbetica domata, la celebre commedia del poeta inglese. A metterla in scena è il regista Andrej Konchalovskij, grande estimatore del teatro shakespeariano per la complessità e la variegatura dei personaggi ideati, corrispondenti ai vari stilemi umani. Il Napoli Teatro Festival Italia ha invitato Konchalovskij a mettere in piedi una nuova rappresentazione e la scelta è ricaduta su La bisbetica domata perché definita un’opera italiana; «per la mia prima regia italiana, volevo un’opera italiana. Questa commedia rappresenta il vostro paese molto più di Romeo e Giulietta. È ambientata a Padova, i personaggi sono tutti italiani, e c’è anche la commedia dell’arte, pur se scritta da Shakespeare» ha commentato il regista.

Sempre su rappresentazioni classiche si muove il Teatro Quirino che, per la propria stagione, ha scelto il grande scrittore di Dublino Oscar Wilde. L’opera in questione è L’importanza di chiamarsi Ernesto, messa in scena da Geppy Gleijeses, è ed una delle commedie più strabilianti e intelligenti di tutti i tempi, rappresentata per la prima volta al St. James’s Theatre nel febbraio del 1895. La pièce è improntata su un incessante sense of humor, che la rendono irresistibile e divertente, nonostante racchiuda una feroce critica alla società benpensante del tempo; è indubbiamente un’opera geniale in cui si riconosce l’estrosità dello scrittore irlandese.

Il Teatro Tor Bella Monaca, dal 28 febbraio al 2 marzo, si dedica all’arte della danza, ospitando sul suo palcoscenico Carmen Duo. Il balletto si ispira al personaggio leggendario della Carmen, simbolo della seduzione e della sensualità femminile; carnalità e passione sono tradotti in passi di danza, accompagnati da musiche travolgenti e strepitose, e dalla puntuale ed originale coreografia di Giovanna Velardi. Interpreti di questo bruciante pas de deux Giovanna Velardi stessa e Filippo Luna, entrambi veterani del panorama artistico italiano.

Daniele Timpano in Aldo Morto – Tragedia

Daniele Timpano in Aldo Morto – Tragedia

MILANO – Il Teatro Litta di Milano inaugura il mese di febbraio con Luigi Pirandello, uno dei più grandi scrittori italiani, Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Lo spettacolo, messo in scena dal 4 al 16 febbraio, è Enrico IV, una delle opere facenti parte della vasta produzione teatrale di Pirandello che, tramite essa, approfondì la sua teoria delle maschere umane e della crisi esistenziale dell’io.
Enrico IV, protagonista dell’opera rivisitata da Alberto Oliva, si è svegliato a seguito di un incidente, ed circondato da solitudine e malinconia; inizia così un viaggio introspettivo per ritrovare se stesso, viaggiando nelle epoche passate, già vissute e conosciute. Grazie a questo espediente riesce ad osservare la mediocrità dei suoi contemporanei, le note maschere di Pirandello, artefatti e buffi, nonché illusi ed ipocriti.

Lo Spazio Tertulliano, dal 5 al 16 febbraio, ospita La morte e la fanciulla, la celebre opera scritta da Ariel Dorfman e rimessa in scena dal regista Dario Merlini. Il dramma si interroga sul sottile confine che spesso si interpone tra il significato di giustizia e vendetta, molto spesso spinti da un volere di rivalsa simile e che può facilmente sfociare in tragedia. La vicenda si svolge all’interno di un’abitazione familiare, in epoca contemporanea, in un paese non identificato ma vittima di una sanguinosa dittatura. Una notte Gerardo Escobar, protagonista maschile, ritorna a casa accompagnato da Roberto Miranda, un dottore che lo aveva aiutato in seguito al danneggiamento della sua auto; Paulina Salas, la moglie di Gerardo, sentendo la voce dell’ospite, crede di riconoscerne quella del carnefice che la torturò e violento durante la prigionia politica. Inizierà così una lunga notte di accuse, giustizia e, per l’appunto, probabile vendetta.

Dal 24 febbraio al 2 marzo il Teatro Elfo Puccini ospita il testo di Daniele Timpano Aldo Morto – Tragedia. Il titolo richiama sin dall’inizio un chiaro periodo della storia italiana, suscitando un’immediata assonanza con il nome di Aldo Moro. Ed è questo lo sfondo dell’opera, in cui il protagonista, Timpano stesso, interpreta un attore natio degli anni ’70 e privo di ricordi di quella specifica epoca. Tramite questo espediente il personaggio principale analizza l’impatto sociale che il drammatico episodio ebbe sulla politica e sulla società italiana, cercando di evitare moralismi e facile retorica. Dirette e forti le parole del protagonista, «Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro? E quando? Perché? E come? Lo hanno trovato nel bagagliaio di Renault 4 rossa, undici colpi sparati a bruciapelo addosso. Oh, mio Dio! Hanno ammazzato Moro! Brutti bastardi. E vabbè, pazienza. Niente di importante. Cose che capitavano negli anni ’70. Bisognava fare la rivoluzione. Chi? Brigate rosse. Era il 9 maggio del 1978. Non avevo ancora quattro anni. Brigate rosse, sì. Ma rosse in che senso?», nato in un’epoca buia ma il cui svolgimento è necessario per capire alcune evoluzioni future dello stato italiano.

Alessia Telesca

foto: casadeiteatri.roma.it; machetourismnetwork.it

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