Gli italiani combattono contro l’insonnia

L’insonnia è un disturbo che colpisce oltre 6 milioni di italiani. Non si riesce a dormire per periodi di tempo più o meno lunghi con conseguenze che spaziano da forti mal di testa alla mancanza di concentrazione.

L’insonnia si manifesta come impossibilità di prendere sonno e fatica ad addormentarsi e spesso quando ci si riesce finalmente ad addormentare, ci si risveglia all’improvviso e senza motivo.

C’è anche chi di questi disturbi, soffre solo di rado, dormendo a volte meno di sei ore per notte, accusandone le inevitabili conseguenze, ma con la consolazione che notti così capitano solo una volta ogni tanto.

Secondo le stime, in Italia il 34,5 per cento delle persone ha problemi di sonno almeno tre volte alla settimana e circa il 10 per cento di queste ne risente nell’arco della giornata successiva.

Tra i fattori responsabili dell’aumento dell’insonnia troviamo in primo luogo l’invecchiamento della popolazione; gli anziani di oggi fanno meno attività rispetto a una volta, vanno a dormire molto presto correndo il rischio di svegliarsi nel cuore della notte, senza riuscire più a riaddormentarsi. Inoltre nelle persone anziane disturbi come dolori o difficoltà respiratorie possono interferire con il sonno.

La quantità di ore che si dovrebbero dedicare al sonno è in costante diminuzione e con essa anche la qualità stessa del sonno. Tutto ciò porta ad ammalarsi sempre più spesso. Non dormire, per esempio, fa ingrassare perché viene bloccata l’azione dell’ormone che dà sazietà. Non bisogna inoltre sottovalutare i problemi legati alla pressione che senza il sonno non si abbassa, non permettendo alla frequenza cardiaca di rallentare.

Federica Provini, neurologa del Centro per lo studio e la cura dei disturbi del sonno dell’Università di Bologna, spiega l’aumento di questo fenomeno, affermando che si sta diffondendo sempre più l’idea che dormire sia una perdita di tempo. Le persone tendono a ritagliarsi più tempo per sé,andando a dormire molto tardi la sera e spesso non interrompendo le proprie attività nemmeno a letto, continuando per esempio a stare davanti al computer. Inoltre ci si trascina spesso dietro il peso delle preoccupazioni accumulate durante la giornata, in questo modo chi vive una giornata stressante ha elevate probabilità di passare una notte dello stesso tipo.

Anche per il futuro le previsione non sono delle migliori. I ritmi frenetici della vita moderna vengono trasmessi e involontariamente imposti anche ai figli, che fin da adolescenti iniziano ad accusare problemi di insonnia e disturbi del sonno.

Sara Mariani

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