Gli integratori di Omega 3 sono sempre sicuri?

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Integratori alimentari

Le virtù che pubblicità, giornali e internet attribuiscono agli alimenti arricchiti di Omega 3 sono diverse: hanno efficacia nelle patologie cardiache, nella terapia del diabete, combattono la depressione e l’ipertensione, migliorano la funzione cerebrale, allontanano le allergie, abbassano il rischio di cancro e conferiscono un aspetto migliore alla pelle. Così ci spiegano. Ecco perché quando il nostro sguardo scorre sugli scaffali del supermercato, siamo invogliati a preferire il latte, il burro o lo  yogurt addizionati di Omega 3, che garantiscono “salute per tutta la famiglia” e ci permettono uno “stile di vita attivo e salutare”.
Oppure optiamo per gli  integratori, più pratici da assumere. In realtà sui reali benefici di apporti extra di Omega 3 il mondo scientifico ancora sta dibattendo. In ogni caso, se alcuni nutrizionisti o la pubblicità ci convincono ad assumerli, occorre usare molta, molta prudenza specialmente quando la nostra scelta ricade sugli integratori.

PESCE AZZURRO, NOCI E OLI VEGETALI: FONTI DI OMEGA 3 – Gli Omega 3 sono una categoria di acidi grassi essenziali, noti soprattutto per la capacità di mantenere integre le membrane cellulari. Sono detti “essenziali” perché il nostro organismo è capace di sintetizzarne solo in minima quantità e devono quindi necessariamente essere introdotti con la dieta. Ne è ricco il pesce azzurro, come sardine, aringhe e alici, poi crostacei, noci e oli vegetali, tra cui l’olio di lino.

«È un fatto che le nostre abitudini alimentari sono mutate – puntualizza Luciano O. Atzori, coordinatore della Commissione permanente di Studio dell’Ordine Nazionale dei Biologi “Igiene, Sicurezza e Qualità” – Oggi consumiamo meno pesce azzurro, e una buona parte della popolazione presenta valori di Omega 3 al disotto dei livelli consigliati, e diventa facilmente sensibile ai richiami della pubblicità che invita all’assunzione di pillole integratrici. Intendiamoci, questi acidi grassi sono indispensabili per il corretto  funzionamento del nostro organismo, abbassano i livelli di trigliceridi e sono dotati di un’importante azione antitrombotica. Ecco perché è doveroso seguire una dieta equilibrata che contempli necessariamente un adeguato apporto di Omega 3. Che poi una supplementazione di questi acidi grassi attraverso integratori e alimenti arricchiti sia un toccasana, è tutto da vedere. Mentre studi passati mettevano in stretta relazione l’incremento di acidi grassi essenziali con un minor rischio di patologie cardiache, recenti ricerche hanno invece smentito questa associazione».

SE L’OLIO DI PESCE E’ CONTAMINATO DA MERCURIO – Insomma, in campo scientifico la questione è ancora aperta. In ogni caso,  lasciando ai nutrizionisti il compito di approfondire le ricerche, è necessario fare luce sulle problematiche igienico-sanitarie che un uso scorretto di integratori e una scarsa informazione comportano.

Le capsule di integratori alimentari contengono, concentrato, l’olio estratto dai pesci. Quando si tratta di pesci di medie-grandi dimensioni, quindi al vertice della catena alimentare, può essere maggiore il rischio di ottenere olio ricco di metalli pesanti come il Mercurio, oltre che di sostanze tossiche, tra cui le diossine. È la triste conseguenza dell’inquinamento delle nostre acque, legato soprattutto agli scarichi industriali, che induce la concentrazione di sostanze tossiche nel corpo di organismi viventi e ne favorisce l’accumulo in maniera crescente attraverso la catena trofica, con picchi nei grandi predatori, come tonni e pesce spada (biomagnificazione). Di qui la necessità di preferire integratori ottenuti da processi di purificazione avanzata (distillazione molecolare multipla) che garantiscano l’assenza di metalli pesanti e diossine. La garanzia ce la dà la certificazione.

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Pesce azzurro, fonte di Omega 3

GLI INTEGRATORI CERTIFICATI IFOS – «È opportuno – riprende Atzori – verificare sull’etichetta che il prodotto sia certificato IFOS (International Fish Oil Standard). L’IFOS è un ente indipendente, riconosciuto a livello internazionale, in grado di attestare o meno, attraverso test analitici, l’elevato standard qualitativo degli integratori contenenti Omega 3, assegnando un punteggio da 0 a 5. E non sempre è sufficiente avere la garanzia che l’azienda certifica i propri integratori attraverso questo ente: per essere sicuri di non incorrere in rischi igienico-sanitari, sarebbe opportuno verificare sul sito IFOS se il singolo lotto in vendita sia stato realmente analizzato, certificato e con quale punteggio. Questo perché ci sono produttori che decidono di fare analizzare soltanto alcuni lotti di produzione».

E non lasciamoci tentare da un prezzo basso, seppur invitante. Come spiega il dott. Atzori, circa il 95% degli integratori in commercio hanno un costo molto basso, che non dà alcuna garanzia che l’olio sia stato sottoposto a un adeguato processo di purificazione.

Attenzione, dunque, informiamoci e selezioniamo con cura il prodotto. E diffidiamo dalla pubblicità ingannevole: per mantenersi in buona salute non basta qualche pillola.

Valeria Nervegna

 

 

Foto: wellvit.it - guidawellness.it

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