Gli Afterhours tornano sulla scena musicale con “Padania”

Gli Afterhours (musicroom.it)

Tornano sulla scena  musicale gli Afterhours, che debuttano con Padania, in vendita dal 17 aprile. Un nuovo capitolo che riprende i suoni con cui la band milanese aveva esordito lasciando il segno nel rock italiano.

Un album che può essere definito la sintesi più appropriata per descrivere la situazione dell’Italia di oggi. Crisi, disillusioni e sconforto sono i temi regnanti dei quindici brani del disco, cantati con sottofondi molto forti e suoni folli. Un continuo alternarsi di ritmi rabbiosi e momenti di tristezza, che parlano di una realtà caotica, come quella che si respira nella quotidianità italiana odierna. Testi che cantano la confusione di chi vive questa situazione, di una popolazione scoraggiata, vittima del potere.  Non a caso, nel brano omonimo del cd, si sente chiara e forte la rabbia  del cantante, portavoce di un popolo arreso: «Che senso ha lottare contro un demone / se la dittatura è dentro di te».

La copertina di "Padania" (rockol.it)

Il progetto di Padania è nato diverso tempo fa , dice Manuel Agnelli (leader e voce del gruppo), ed era pronto già da un anno, ma lasciato a riposo per essere ascoltato e aggiustato con una visione più obiettiva, lontana dalla forte emotività con cui era stato scritto. La decisione di pubblicarlo ora è, diversamente da come si potrebbe credere, del tutto casuale malgrado l’apparente sovrapporsi ai terremoti interni alla Lega Nord. Il titolo del cd potrebbe  far pensare a un lavoro leghista, ma Agnelli sottolinea che non è un disegno solo politico e che la Padania di cui parla è un concetto molto più ampio: «E’ uno stato della mente e dell’anima, evoca la corsa all’efficienza a tutti i costi. Non riguarda solo il Nord, ma chiunque sia alla ricerca ossessiva di successo, soldi, potere, così concentrato nella lotta per realizzare i propri sogni che alla fine li dimentica. Detto questo speriamo di aver portato la giusta dose di sfortuna alla Lega».

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Niente a che vedere, dunque,  con i territori nordici dell’Italia. Piuttosto, queste canzoni segnano la nascita di una luogo immaginario, uno stato inesistente: «Se un sogno si attacca come una colla all’anima / tutto diventa vero tu invece no». Una condizione della mente, una «terra promessa che si scioglie di colpo» lasciandoci con tutte le domande e nessuna risposta. La disillusione che si allaccia alla politica, una disillusione che vede come protagonista una folla «ormai inferocita ».

Gli Afterhours dichiarano che il loro compito è quello di cantare le emozioni che un cittadino italiano prova, nelle quali si rispecchierà e che difficilmente leggerà nei giornali o nelle televisioni: «Il musicista oggi deve fare informazione, non di fatti, ma di emozioni. Deve raccontare il panico, il disorientamento, le gioie improvvise e ingiustificate. E’ questo il sentire comune, riproducendolo in musica le persone si confortano, capiscono di non essere sole. E’ un disco reattivo, rivolto verso l’esterno».

E ci riescono perfettamente, con un mix di suoni discordanti, tra fischi e sovrapposizioni di rumori schizofrenici, esprimendo la frustrazione di chi è vittima di un Paese che ci offre poche speranze per il futuro, disegnata in un’azzeccatissima copertina dalla visione cupa con un cancello che si apre sul niente.

Sonia Carrera

Foto homepage via: italiainmusica.com

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