Gladiatori di Roma in 3D: classica fiaba tridimensionale, niente di nuovo

gladiatori roma 3dGladiatori di Roma, distribuito da Medusa,  è una produzione che ha impegnato animatori, coloristi, esperti degli effetti speciali per più di 5 anni ed il frutto di grossi investimenti. È la storia di un orfano sopravvissuto alla disastrosa eruzione di Pompei, che viene salvato da un gladiatore che lo porta con sé a Roma. Questi lo accoglie nella sua famiglia e cerca di insegnargli l’arte del combattimento nella sua accademia per gladiatori. È il racconto di Timo, un bambino con l’indole romantica, piuttosto che combattiva. Timido, insicuro e fragile, il piccolo orfano vive una vita infelice da quando Lucilla, la figlia del maestro gladiatore, è costretta a dover partire, per studio, per la Grecia. Timo, che da subito si è innamorato della fanciulla, vive diversi anni nell’attesa di un suo ritorno, continuando ad amarla e a sognare su un futuro insieme. Gli anni passano e Lucilla torna, ormai cresciuta, seducendo chiunque incroci il suo sguardo.

È la classica fiaba, ma stavolta in versione 3D che narra delle travagliata storia d’amore della principessa, che è promessa sposa al ricco di turno, che in questo caso è lo “spaccone” Cassio, il gladiatore più potente di Roma e figlio dell’imperatore Domiziano. Ma, come appunto fiaba vuole, Lucilla ha il cuore tenero e la sua umiltà la dirige verso il profondo amore di Timo, che, però, per essere accettato dal padre della fanciulla deve dimostrare di valere, soprattutto come lottatore. Il finale? Ovviamente Timo fa di tutto per conquistare la sua amata e l’amore ha la meglio.

Un manoscritto che ha seguito alla perfezione tutte le norme dei copioni fiabeschi, senza dubbio, ma che in un “moderno” 2012 non intriga più. Un cartone animato presentato ad una nuova generazione di bambini che ha un’infinita scelta tra capolavori in 3D e non, tra vecchie pellicole della Walt Disney e nuovi tridimensionali dell’Universal Pictures, e che molto probabilmente non metterebbe tra i suoi preferiti. Il made-in-Italy Gladiatori di Roma –regia di Iginio Straffi– è uno dei tanti film in tre dimensioni del sottogenere d’animazione, che oggi riempiono le sale dei cinema, con tanto di occhialini 3D, ma che non presenta niente di nuovo. Va riconosciuto, però, il tono comico e divertente del film, che riserva qualche battuta adatta anche per un pubblico di più grandi. Vi è la storia di una vecchia Roma, attualizzata ad una visione moderna che ha il pregio di avvicinare il pubblico spettatore alle vicende.gladiatori roma 3d

Il messaggio è chiaro e preciso: bisogna lottare per ottenere quello che si desidera e barando si rischia di perdere le uniche cose a cui tieni. Il film termina con uno scontro finale all’interno del Colosseo romano fra Timo e Cassio, che vede vittorioso l’impegno di chi si è sacrificato pur di inseguire i propri sogni. Indiscutibilmente dalla morale giusta e apprezzabile, ma Gladiatori di Roma pecca di una scarsa animazione, di tipo televisivo dal punto di vista registico e nettamente inferiore alla media europea, tanto da tramutare alcune scene in deja-vu video ludici. Se non fosse che il titolo appartiene ad un film e non ad un videogame, tra le altre cose doppiato in modo imbarazzante.

Sonia Carrera

 

 

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