Giustizia, il Pdl ci riprova: legge ‘blocca processi’ contro toghe politicizzate

Silvio Berlusconi giustizia

Silvio Berlusconi (formiche.net)

Roma – Il Pdl interviene ancora una volta sull’annosa questione della giustizia, presentando un proprio disegno di legge, elaborato da Francesco Nitto Palma ex ministro della Giustizia nell’ultimo governo guidato da Silvio Berlusconi. Il testo ribattezzato già «blocca processi» è stato inserito all’ordine del giorno per la seduta della Commissione Giustizia del Senato, in programma domani. Quest’ultima vede alla presidenza lo stesso Nitto Palma, la cui elezione ha generato nelle scorse settimane non poche tensioni nella maggioranza.

Il disegno di legge s’intitola «Disposizioni in materia di responsabilità disciplinare dei magistrati e di trasferimento d’ufficio», e prevede proprio tutta una serie di sanzioni nei confronti dei magistrati, ritenuti di apparire politicizzati, e per i quali si ritenga sia quindi venuta meno la necessaria condizione di imparzialità e terzietà. In particolare il disegno di legge qualifica come illecito disciplinare a carico del magistrato «rendere dichiarazioni che, per il contesto sociale, politico o istituzionale in cui sono rese, rivelano l’assenza dell’indipendenza, della terzietà e dell’imparzialità richieste per il corretto esercizio delle funzioni giurisdizionali».

Per tali ragioni il Pdl propone una sospensione di sei mesi per i processi di cui siano titolari i magistrati sottoposti a procedimento disciplinare. Tale provvedimento troverebbe applicazione anche in relazione ai processi in corso al momento dell’entrata in vigore della legge. Le inchieste sull’operato dei giudici avrebbero quindi il potere di bloccare di fatto i processi. Ciò comporterebbe un trasferimento d’ufficio per le toghe e semplificherebbe anche la decorrenza dei termini per la prescrizione.

In tanti però, hanno visto nel testo, un tentativo del Pdl di fare non solo quadrato intorno al proprio leader Silvio Berlusconi, ma anche di porre un freno ai suoi processi Mediaset e Ruby, attualmente in corso a Milano e per i quali a breve si arriverà a sentenza. Nei giorni scorsi la Cassazione ha anche negato il trasferimento di tali processi da Milano a Brescia, come richiesto dai legali dell’ex premier.

Come c’era da aspettarsi, un’iniziativa del Pdl sul tema della giustizia non è sembrata affatto cosa disinteressata, ed è destinata ad animare il dibattito politico anche nei prossimi giorni.

Angela Piras

Foto: formiche.net; wildytaly.net

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