Giro d’Italia 16a tappa: impresa Contador, ma sull’Aprica vince Landa

Bloccato da un guasto meccanico prima del Mortirolo, Alberto Contador recupera i suoi avversari, ma lascia la vittoria al connazionale. Aru a 2’50”

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Alzi la mano chi, assistendo alla danza sui pedali di Alberto Contador nel suo tentativo di recuperare sull’ascesa del Mortirolo un gap di 50 secondi causato da un problema meccanico, non ha immediatamente pensato all’impresa di Marco Pantani che, nella scalata di Oropa del 1999, causa un salto di catena, ha cambiato bici e ha recuperato, uno ad uno, tutti i suoi avversari. Chiunque voglia trovare una defizione di quanto messo in scena oggi dal corridore spagnolo è pregato di andare alla voce “impresa”, proprio come quelle di cui era capace il pirata, cui è dedicata la salita del Mortirolo. Per la cronaca la tappa va a Mikel Landa, alla seconda vittoria in questo Giro, ma è Contador l’eroe di giornata.

GIRO D’ITALIA, 16a TAPPA SULL’APRICA - La tappa odierna non ha bisogno di troppe presentazioni: i metri di dislivello dei cinque Gpm sono “solo” 4050, quelli complessivi oltre 4500. È evidente che si tratta della tappa regina delle frazioni di montagna di questo Giro d’Italia, cui si può aggiungere il fatto che è la tappa con il maggior numero di gran premi della montagna. L’albo d’oro dei vincitori di tappa della corsa rosa sul traguardo di Aprica è di quelli importanti: Adorni (1962), Sierra (1990), Chioccioli (1991), Pantani (1994), Gotti (1996), Heras (1999), Basso (2006), Scarponi (2010).

LA FORATURA DI CONTADOR - Perchè un’impresa sportiva possa realizzarsi c’è bisogno di una molla, di un evento scatenante. Ci pensa il caso ad offrire a Contador l’occasione per entrare di diritto nella storia della corsa rosa, ammesso che non ne facesse già parte. Sulla discesa da Aprica a Tirano il gruppo rosa è compatto e all’inseguimento dei 10 attaccanti di giornata, capeggiati da un precedente vincitore del Giro, Ryder Hesjedal. Improvvisamente, però, Contador fora e il gruppo si divide. L’Astana di Aru si mette alla testa del gruppo, mentre in soccorso del pistolero arriva la Tinkoff al gran completo.

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Alberto Contador (Twitter @albertocontador)

LA CAVALCATA - Siamo alle pendici del Mortirolo, cui Contador arriva scortato dalla sua squadra. Ma la Tinkoff mette nuovamente in mostra i limiti già emersi nei giorni scorsi, lasciando da solo il suo capitano. Ecco, se si volesse indicare l’inizio dell’impresa coinciderebbe con il km zero della salita regina del Giro. Contador inizia la sua danza ipnotica sui pedali, raggiungendo e superando tutti i suoi avversari. E la sua caccia miete vittime sempre più illustri e si completa  quando Fabio Aru, indicato da tutti come il maggiore avversario dello spagnolo, viene definitivamente raggiunto e superato.

L’Astana, che aveva messo un sorprendente Landa in supporto al corridore sardo, cambia la sua strategia e lascia libero il corridore spagnolo di seguire il suo connazionale all’inseguimento dell’unico superstite della fuga di giornata, Kruisjwijk, e assieme superano il GpM del Mortirolo. Da parte sua, Aru è sempre più in difficoltà e continua a perdere terreno dai battistrada. A rendere ancora più da leggenda la tappa odierna le condizioni meteo, con pioggia e grandine che a tratti rendono ancora più difficile l’ultima discesa di giornata, quella che dal Mortirolo porta a Edolo, e l’ultima ascesa di giornata, nuovamente verso l’Aprica. La discesa viene affrontata a ritmi non impossibili e Aru sembra approfittarne. Ma, nello sport come nella vita, un pizzico di fortuna non guasta mai: Aru ha un problema meccanico che vanifica il minimo recupero di cui si era reso protagonista.

Siamo all’ascesa finale. Landa supera brillantemente una mini-crisi, dovuta essenzialmente ad una non adeguata alimentazione, ma non dà nemmeno un cambio a Contador che, dal canto suo, darebbe volentieri la vittoria a Kruisjwijk. Invece il corridore spagnolo dell’Astana, coerente con gli ordini di scuderia, scatta a 2 km dal traguardo, vince la tappa e si porta sul secondo gradino della generale. Aru chiude a 2’51” dal vincitore e precipita al terzo posto in classifica. Bella vittoria, ma di questa tappa tutti si ricorderanno dell’impresa di Contador, che scopre di avere un avversario in più ma che è sempre più padrone di questo Giro.

Ordine d’arrivo

  1. Landa Meana Mikel   5:02:51         0:00
  2. Kruijswijl Steven   5:03:29        0:38
  3. Contador Velasco Alberto   5:03:29      0:38

Classifica generale

  1. Alberto CONTADOR (Spa, Tinkoff-Saxo) 65h04’59”;
  2. Mikel LANDA (Spa) a 4’02”;
  3. Fabio ARU a 4’52”

Antonio Giordano 

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