Giro, 15a tappa: strabiliante Aru, vince sulla montagna di Pantani

Fabio Aru vince a Montecampione, staccando tutti i rivali e crescendo in classifica; Uran ed Evans staccati, solo Quintana lo contiene

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Fabio Aru, vincitore a Montecampione e ora quarto in classifica (gazzetta.it)

Plan di Montecampione – La montagna su cui Pantani ha vinto il suo Giro d’Italia 1998 è il primo traguardo d’altura per Fabio Aru; il giovane sardo della Astana ha infatti staccato tutti sulla salita di Montecampione, dimostrando di avere le qualità per crescere come un grande campione. In crisi la maglia rosa, Uran, e Cadel Evans, per una piccola rivoluzione in classifica.

VERSO LA SALITA – La tappa ha avuto il suo normale svolgimento con il gruppo all’inseguimento della fuga; ai piedi della salita i fuggitivi avevano solo un paio di minuti e la loro sorte era già segnata. Le squadre dei big hanno mantenuto il ritmo elevato per buona parte della tappa, cercando di non farsi sfuggire la vittoria di tappa. Così, quando è cominciata la salita, il campo di battaglia era pronto.

SCATTI E CONTROSCATTI Il primo a partire è stato Rolland, seguito da Uran: la maglia rosa ha provato a staccare i rivali, allungando in testa al gruppo e mettendo un po’ in crisi anche Evans. Poi le acque si sono placate, mentre il francese ha lasciato la compagnia per riportarsi sulla testa della corsa.
Dietro i big sono tornati a controllarsi, prima dell’attacco di Aru: con lui, all’inizio, solo la maglia rosa, poi anche Quintana. Per Evans, Majka e Pozzovivo, invece, cominciava la notte a cinque chilometri dal traguardo.

FINALE – Ritornati sulla testa della corsa, Uran, Quintana, Duarte e Aru hanno giocato a guardarsi per alcune centinaia di metri, prima dell’allungo dell’italiano; il giovane della Astana non ha neppure dovuto scattare, solo incrementare il ritmo, per lasciare i rivali alle sue spalle. Quintana ha cercato di riprenderlo, riuscendo solo a limitare il distacco e guadagnare alcuni secondi sulla maglia rosa. La sfida per il podio è ancora aperta.

ARU – Mentre Fabio Aru si involava verso il traguardo, Evans perdeva ulteriormente e Majka cercava di non affondare: uran ha mostrato ulteriormente dei limiti inattesi, mentre il colombiano più giovane sembra in grado di essere in crescita. Nonostante gli sforzi, l’attacco di Aru è andato a segno e ha continuato a guadagnare con regolarità fino all’ultimo chilometro.
Sul traguardo di Montecampione il sardo è passato con un urlo e un pugno alzato, dimostrando di avere rabbia ed energie a sufficienza per farsi valere anche nelle prossime giornate.

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Rigoberto Uran, ancora in maglia rosa (gazzetta.it)

TRADIZIONE – Hinault e Pantani vinsero a Montecampione e vinsero il Giro: per Fabio Aru l’impresa sembra impossibile, ma la terza settimana può sempre riservare sorprese. Con quindici tappe nelle gambe, le salite dell’ultimo weekend sono sempre decisive e possono ribaltare ogni pronostico.

CORAGGIO E ATTACCHI – Il ciclismo moderno s’è fatto sicuramente tattico. Forse troppo. Ciò a cui stiamo assistendo in questi anni nelle grandi corse a tappe ne è la prova. I big, i corridori che si sfidano per la classifica, attendono l’ultima salita per darsi battaglia, spesso gli ultimi chilometri dell’ultima salita. Le eccezioni sono rare e si fanno notare; una è il francese Pierre Rolland, che ha imparato bene da Thomas Voeckler, uno che ha costruito la carriera sugli attacchi da lontano.
Oggi la tappa ha dimostrato di nuovo questo

GIOVANI ITALIANI – In un ciclismo italiano che sembra in crisi, da troppo tempo non conquistiamo una classica, i due successi italiani sulle montagne di Pantani fanno ben sperare. Se Battaglin non è certo uno scalatore, insieme a Ulissi possono essere una coppia futura di italiani a caccia di vittorie di giornata. Fabio Aru, invece, potrebbe essere la nostra carta per il futuro nelle grandi corse a tappe. Prima di questo Giro, nonostante il suo impegno nel 2013 al fianco di Nibali fosse stato notevole, pochi credevano nelle sue possibilità, nessuno lo inseriva tra i favoriti. Noi, un po’ per speranza, un po’ per intuito, ne parliamo fin da Belfast: ora staremo a vedere quanto vale su tre settimane il giovane sardo.

GIRO D’ITALIA – 15° TAPPA

ORDINE D’ARRIVO
1 – Fabio aru (Ita – ast) 5h 33’06’’
2 – Fabio Andres Duarte (Col – Col) a 21’’
3 – Nairo Quintana (Col – Mov) a 22’’
4 – Pierre Rolland (Fra – Euc) s.t.
5 – Rigoberto Uran (Col – Opq) a 42’’

6 – Rafal Majka (Pol – Tcs) a 57’’
9 – Ryder Hesjedal (Can – Grs) a 1’13’’
10 – Cadel Evans (Aus – Bmc) s.t.
11 – Wilco Kelderman (Ned – Bel) s.t.
12 – Domenico Pozzovivo (Ita – Alm) s.t.
15 – Ivan Basso (Ita – Can) a 2’17’’

CLASSIFICA GENERALE
1 – Rigoberto Uran (Col – Opq) 63h 26’ 39’’
2 – Cadel Evans (Aus – Bmc) a 1’03’’
3 – Rafal Majka (Pol – Tcs) a 1’50’’
4 – Fabio Aru (Ita – Ast) a 2’24’’
5 – Nairo Quintana (Col – Mov) a 2’40’’

6 – Domenico Pozzovivo (Ita – Alm) 2’42’’
7 – Wilco Kelderman (Ned – Bel) a 3’04’’
8 – Pierre Rolland (Fra – Euc) a 4’47’’

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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