Giovani e lavoro: tra dubbi, incertezze e tanta caparbietà

Ad un anno dalla laurea il posto di lavoro è precario per il 40% e molti fuggono all’estero. Lo dichiara Almalaurea

di Chiara Campanella

Giovani laureati: gioia e speranza per il futuro

Si sono laureati con 110 e lode, conoscono benissimo l’inglese, sono svegli, brillanti e hanno tanta voglia di darsi da fare… eppure non riescono a trovare lavoro. Questa la fotografia dei giovani italiani che, ad un anno dal conseguimento del titolo di studio, sono vittime del precariato. Si tratta del 40% dei neo dottori che, non trovando gratificazione nel mercato italiano, fuggono all’estero. E’ quanto emerge dall’XI Rapporto di Almalaurea, il servizio gestito da un consorzio di atenei italiani con il sostegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per mettere in relazione aziende e laureati sulla condizione occupazionale di chi in Italia ha conseguito un diploma di laurea.

Lo studio ha coinvolto quasi 300 mila laureati di 47 università, tra quelli pre e post riforma (il cosiddetto 3+2), compresi i 30 mila laureati specialistici del 2007, ad un anno dal conseguimento del titolo di studio. Secondo i dati, a 12 mesi dalla discussione della tesi, è precario il 42,7% dei laureati pre-riforma, il 46,8% di quelli triennali, il 49,1% di quelli specialistici. Tra il 2000 e il 2008 i laureati che hanno trovato lavoro sono diminuiti del 6%. Lo stipendio è poco più di mille euro. A guadagnare di più sono i laureati dell’area medica, con una media di 2026 euro mensili.

Tuttavia, il rapporto di Almalaurea sottolinea che, se ad un anno dal conseguimento della laurea la situazione può sembrare disastrosa, a 5 anni invece le cose migliorano. C’è uno spiraglio di luce e di ottimismo, sebbene influenzato dall‘atteggiamento dei giovani italiani che difficilmente si arrendono. Purtroppo, infatti, nel nostro Paese siamo abituati a lavorare anche fino a 12 ore al giorno, divisi tra 2 o 3 lavori contemporaneamente, pur di arrivare in qualche modo alla stabilità.

Diploma di laurea o di scuola media superiore: due scelte diverse per i giovani

Leggeremente diversa è la situazione dei diplomati. A tre anni dal conseguimento del titolo di studio, la metà dei giovani possiede un lavoro, mentre solo il 15% è alla ricerca di un’occupazione. Tra questi il 29,9% di ragazzi ha deciso di dedicarsi unicamente all’università, il 39,3% ha scelto di lavorare, il 13,3% lavora e studia allo stesso tempo e l’8% cerca un lavoro mentre è iscritto all’università. Secondo i dati dell’Istat, sono le donne ad essere maggiormente attratte dagli studi universitari rispetto agli uomini e sono quelle che, al raggiungimento del titolo, trovano più facilmente lavoro. Le scelte dei giovani diplomati si differenziano anche in base all’area geografica di provenienza: la percentuale di chi già si è inserito nel mondo del lavoro diminuisce notevolmente da Nord a Sud (passando dal 62,% nel Nord Ovest al 44,6% al Sud e alle isole).

Nel mondo dell’occupazione l’area geografica di provenienza non è l’unica variabile. Molto dipende anche dal tipo di scuola frequentata. La quota di occupati infatti è molto alta tra chi ha conseguito percorsi di tipo professionalizzante, mentre è decisamente inferiore per chi ha intrapreso studi liceali.

Dunque giovani e lavoro, gioie e dolori. Chissà che presto la crisi occupazionale non cessi, lasciando ai giovani solo le gioie?

FOTO/ via www.corriereuniv.it; www.prestiti-online.org; www.lepidorocco.com

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