Lo scaffale dimenticato – ‘Il giorno dell’indipendenza’ di Richard Ford

richard ford - gebox it

Richard Ford (foto via: gebox.it)

Richard Ford è uno scrittore ostico. Molto ostico. In passato abbiamo già avuto modo di analizzare alcuni suoi lavori, lodando l’asciuttezza della prosa di Rock Springs e al tempo stesso sottolineando la ridondanza prolissa e sonnolenta di Sportswriter, suo romanzo più celebre e acclamato. L’apice letterario della sua carriera, soprattutto in termini di successo di critica, ha coinciso con la pubblicazione, nel 1995, de Il giorno dell’indipendenza, lungo romanzo realista dove ritroviamo quel Frank Bascombe, già protagonista di Sportswriter.

THINGS HAVE CHANGED – Le cose sono cambiate nella vita dell’ormai ex giornalista sportivo: abbandonato il giornalismo, Bascombe – ora quarantaquattrenne – è diventato un bravo agente immobiliare e svolge la sua professione a Haddam nel New Jersey, tipica cittadina tranquilla da middle class americana di fine anni ‘80, dove vive da solo. L’ex moglie Ann – chiamata semplicemente X nel romanzo precedente – si è risposata e vive nel Connecticut con il nuovo marito e i due figli avuti dal matrimonio con Bascombe. Nel frattempo Frank ha iniziato una relazione con Sally, bella e affascinante donna di qualche anno più giovane di lui, la quale vorrebbe far sfociare il loro rapporto in qualcosa di più importante e concreto, nonostante la consueta indecisione e titubanza di un Bascombe sempre abile a destreggiarsi nelle situazioni delicate anche se intimamente sempre molto riflessivo e meditativo. Nelle prime pagine del romanzo troviamo Frank in attesa di celebrare il 4 luglio in compagnia del problematico figlio adolescente Paul, non prima di aver incontrato una coppia di fastidiosi clienti eternamente indecisi, alla quale ha già fatto visitare più di quaranta case. Infine, prima di raggiungere il figlio, il progetto è quello di trascorrere una piacevole serata con Sally.

richard fordTEMI RICORRENTI - Il Bascombe de Il giorno dell’indipendenza è più sereno e risoluto rispetto all’uomo indeciso e turbato che si incontra nel precedente romanzo. Tuttavia i suoi lunghi monologhi sono dominati da alcuni temi ricorrenti che turbano l’esistenza, seppur più serena, del protagonista: le lunghe riflessioni sulla vita e sui rapporti con le persone; i dubbi sulla bontà del suo ruolo di padre; il problematico rapporto con la ex moglie Ann, con la quale sembra condividere un latente sentimento di rimpianto per il deterioramento del loro rapporto; e infine i sentimenti contrastanti nei confronti della fidanzata Sally, in un perenne bilico tra la scelta di un’esistenza indipendente e il desiderio di un nuovo importante legame duraturo.

IL GIOCO VALE LA CANDELA - Richard Ford è uno scrittore difficile con il quale rapportarsi. Se nei racconti la sua prosa è asciutta e scarna, a tratti molto somigliante per asciuttezza e senso di sospensione tematica a quella del maestro della short-story Raymond Carver, nei romanzi la sua scrittura si dilata, si scioglie in lunghe riflessioni e descrizioni minuziose di un’America (nel caso de Il giorno dell’indipendenza) contraddistinta da un sano benessere economico macchiato però dalle consuete contraddizioni interne alle società e alla cultura made in USA. Il giorno dell’indipendenza è tuttavia di gran lunga superiore a Sportswriter, dove in alcuni tratti si arrivava a sfiorare il puro esercizio di stile attorno a temi pressoché inesistenti. Questa volta invece, nonostante la prosa sia molto approfondita, dettaglia e diluita, le tematiche sono ben centrate e organizzate; il protagonista Frank Bascombe è molto più maturo, saggio e risoluto; e le osservazioni sulla vita e sullo scorrere del tempo risultano il frutto di un’attenta riflessione interiore unita a una meticolosa e prolungata osservazione dell’esistenza umana, lontane quindi dal “cazzeggio” letterario proprio di molti punti di Sportswriter. Il giorno dell’indipendenza rimane comunque un romanzo lungo e complesso, faticoso in alcuni dei suoi passaggi, da leggere con calma, assaporandone la prosa magistrale parola dopo parola: il frutto di una meticolosa ricerca stilistica di un vero artigiano della parola quale Richard Ford, che piaccia o no, una delle penne più autorevoli del realismo americano contemporaneo.

Richard Ford, Il giorno dell’indipendenza, Milano, Feltrinelli, 2015, pp. 468, € 11.

Alberto Staiz

@AlStaiz

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