Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili 2013

Giornata internazionale contro mutilazioni femminili

Oggi la giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili

Almeno 3 milioni di donne e bambine subiscono ogni anno forme di mutilazione agli organi genitali: sono questi i dati divulgati dall’Oms a ridosso della Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, che cade proprio quest’oggi, 6 febbraio. Una pratica barbara diffusa in tutto il mondo, Europa e Italia comprese, ma che trova nel continente africano le sue statistiche più allarmanti. Le stime vogliono infatti che nella sola Africa risieda gran parte delle 130 milioni di persone di sesso femminile che hanno subito infibulazione o pratiche affini, con gravi ripercussioni sia fisiche sia psicologiche.

La risoluzione Onu che lo scorso dicembre ha messo al bando la pratica, che di fatto costituisce una grave violazione dei diritti umani, costituisce un punto di partenza importante per arginare il fenomeno ma la soglia di attenzione deve mantenersi ancora molto alta: anche nei Paesi che hanno deciso di dichiarare illegale la pratica, la mutilazione continua a essere praticata clandestinamente, spesso in presenza di condizioni igieniche così precarie da mettere seriamente a rischio la vita della donna, o più spesso della bambina, che vi viene sottoposta. Tradizione e cultura costituiscono al momento un grosso ostacolo all’effettiva attuazione del provvedimento.

«Non devono passare altri 28 anni per estirpare questa pratica dalla faccia della Terra» ha commentato da Roma Giulio Terzi, ricordando quanto sia stato lungo e tortuoso il cammino che ha condotto alla risoluzione Onu, fortemente sostenuta anche dall’Italia. In occasione dell’apertura del forum di discussione sul tema in programma ieri e oggi alla Farnesina, il ministro ha quindi evidenziato la necessità di contribuire anche economicamente alla sensibilizzazione sull’argomento.

Gli ha fatto presto eco anche Elsa Fornero, rimarcando l’importanza di «nuovi percorsi che possano accompagnare le donne e le famiglie, anche in Italia, verso l’abbandono di queste pratiche attraverso un sostegno attivo, sia diretto, con il ricorso a servizi competenti, sia indiretto, con la circolazione di informazioni e con l’attività di sensibilizzazione».

Il prossimo appuntamento internazionale sull’argomento è invece fissato a New York per il prossimo marzo, quando l’Onu tornerà a dibattere sul da farsi in materia di lotta alla violenza contro donne e bambine.

Mara Guarino 

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