Giornata mondiale contro Aids: dati altalenanti e stereotipi

aids

Oggi, lunedì primo dicembre, si celebra la giornata mondiale contro l’Aids, una malattia ormai molto conosciuta ma che continua a mietere vittime.

SOS EUROPA E ASIA - Pochi giorni fa, il 27 novembre, i Cdc europei e l’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa hanno lanciato un messaggio forte e chiaro: tra Europa e Asia centrale i nuovi casi di Hiv sono aumentati dell’80% rispetto al 2004. Precisamente, i nuovi casi sono stati più di 136 mila. Nel 2004 erano stati 76 mila. Evidentemente in questa parte del mondo i progressi tecnologici non stanno aiutando la lotta all’Aids come si sperava.

SPERANZA - Per fortuna, però, i dati riguardanti l’Aids non sono tutti negativi. Secondo l’analisi «Global, regional, and national incidence and mortality for Hiv, tuberculosis, and malaria during 1990: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2013» riguardante 118 paesi e pubblicata su Lancet, le infezioni di Hiv sono calate di quasi il 33% negli ultimi tredici anni. Secondo la ricerca, nel 2013 sarebbero state registrate quasi 30 milioni di persone che convivono con l’Hiv. Di queste 1,8 milioni sarebbero dei nuovi contagiati. I decessi sarebbero stati 1,3 milioni.

STEREOTIPI - Un’altra ricerca, condotta da Gfk Eurisko, ha rivelato come in Italia quando si parla di Aids spesso lo si fa ancora per stereotipi basati sull’ignoranza. I malati di Aids, infatti, non sono solo gli omosessuali. I dati scientifici dicono, però, che tra i nuovi infetti la maggioranza relativa dei nuovi malati (più del quaranta per cento) di Aids sono eterosessuali. Quasi due intervistati su tre, inoltre, credono che il datore di lavoro sia legittimato a richiedere ai propri dipendenti il test Hiv. Ben 7 su 10, invece, pensano che la persona affetta da Hiv debba sempre dichiarare di essere malato.

Per chi fosse interessato, il numero verde per l’Aids e altre infezioni sessualmente trasmissibili dell’Istituto superiore di sanità è 800.861.061 ed è possibile chiamarlo anche tramite Skype. Occorre chiamare il lunedì e il giovedì dalle 14 alle 17. Per i non italiani, è possibile anche poter interloquire in inglese, francese e portoghese.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: franzrusso.it

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