Giorgia Meloni sindaco di Roma: MammAvventura elettorale

Giorgia Meloni al Family day di febbraio quando annunciò di aspettare un bambino (vanityfair.it)

Giorgia Meloni al Family day di febbraio quando annunciò di aspettare un bambino (vanityfair.it)

La premessa è indispensabile: non simpatizzo politicamente per Giorgia Meloni, tantomeno per l’ipotesi di Giorgia Meloni sindaco di Roma, ma la questione è un’altra. Trattando di maternità e di quanto sia difficile oggi per una donna – soprattutto se lavora – crescere i figli dedicando loro le attenzioni che meritano, è stato ovvio e naturale domandarsi come possa conciliarsi non soltanto una gravidanza con lo stress e i ritmi serrati di una campagna elettorale, ma anche una neo-maternità con gli impegni istituzionali di un primo cittadino. E mica uno qualunque, quello della Capitale, con tutti i suoi problemi.

Quella dedicata a Giorgia Meloni sindaco di Roma vuole diventare – più di ogni altra – una mammAvventura basata sull’ironia applicata esclusivamente all’essere mamma con tutte le sue implicazioni, senza sconfinare in ideologie (o critiche) di natura politica: se con il pancione ci fosse stata, nella sfida, Virginia Raggi (o Giachetti o Marchini…magari con utero in affitto) sarebbe stata la stessa cosa. Quando si tratta di bimbi, MammAvventura non fa sconti a nessuno!

LA DISCESA IN CAMPO – Mai candidatura come quella di Giorgia Meloni sindaco di Roma è stata tanto “annunciata”. Quanto più l’agguerrita leader di Fratelli d’Italia negava di voler tentare la scalata al Campidoglio, tanto più si rafforzava la certezza che l’avrebbe fatto. Quando poi il dado è stato finalmente tratto – o comunque appena prima – ecco ciò che davvero non ci si sarebbe immaginati, la prima vera novità sull’intera scena politica in mezzo a slogan ormai omologati, sia a destra che a sinistra (o quel che ne resta): la rivelazione della gravidanza.

Fin dall’inizio si sono scatenati intorno a questo scoop vari fenomeni contrastanti, compresa una spesso impietosa e feroce ironia che andava da improbabili sondaggi sul nome scelto per la nascitura, al toto-paternità, fino a considerazioni sul fatto che la Meloni e il compagno non siano sposati («Proprio lei, che sostiene il Family Day» tuonava qualcuno!). Si è visto e sentito di tutto, con toni ora d’elogio ora di critica a seconda dei credo politici, ma senza mai soffermarsi troppo sul nodo cruciale: se già per una donna normale, con un lavoro normale sia dipendente che in libera professione, diventare mamma rappresenta una sfida di tutto rispetto, come si può riuscire a conciliare le esigenze della gravidanza e della neo-genitorialità con quelle di un impegno politico come essere candidato (e magari) sindaco di una delle città più complicate d’Italia?

Si sente dire spesso che quella di sindaco di Roma è la terza/quarta carica politica dello Stato, non quindi un ruolo di potere e di responsabilità solo locale come per la maggior parte dei sindaci, ma molto di più. Sarebbe come immaginare un Presidente del Consiglio con bebè a carico…o magari un presidente della Repubblica che sale al Quirinale con tanto di carrozzina.

CAMPAGNA ELETTORALE…PREMAMAN – Impegnata ormai da qualche mese nella campagna elettorale, Giorgia Meloni è naturalmente apparsa progressivamente sempre più dolcemente arrotondata. Ad ogni incontro di piazza, ad ogni riunione con l’elettorato, ecco il pancione raggiungere le tappe chiave della gestazione, sfoggiato dalla candidata decisamente con disinvoltura ed eleganza (questo le va riconosciuto, basta guardare le foto della sua pagina facebook ufficiale): 3 mesi, 6 mesi e presto saranno 8, proprio quando – stando alla metereologia – il caldo arriverà.

Meloni incinta: ironia (più o meno di acttivo gusto) web (politica.excite.it)

Giorgia Meloni incinta: esempio di ironia (più o meno di cattivo gusto) sul web (politica.excite.it)

Ma ve lo ricordate voi l’ultimo mese e mezzo di gravidanza? Le gambe gonfie se per caso ci si trovava a dover restare in piedi 5 minuti più del normale. Quella pipì che scappava mediamente ogni 20 minuti. Certi improvvisi attacchi di fame negli orari più improbabili, aggravati dal desiderio incontrollabile di ingurgitare un tipo particolare di cibo – che fossero le fragole o il gelato alla menta – e nessun altro. Le crisi davanti allo specchio vedendoci ormai, senza vie di scampo, in versione balenottera. E le raccomandazioni martellanti di tutti i famigliari, fino ai cugini di sesto grado emigrati in Argentina: riposati, non fare sforzi, non fare questo, non fare quello. Cosa avreste detto, fatto e pensato se qualcuno vi avesse proposto di affrontare una campagna elettorale in quelle condizioni? Minimo che fosse un pazzo. Sarebbero seguiti gli insulti.

Non meno complesso sarebbe stato mediare tra necessità di propaganda e bisogni da gestante ben prima del 7° mese. Tralasciamo la lista infinita di analisi e controlli medici per cui si finisce per esaurire ore di permesso e ferie arretrate, non accenniamo neppure al quasi totale immobilismo richiesto dopo esami come la villocentesi o l’amniocentesi, ma consideriamo alcuni semplici e banali leitmotiv dell’alimentazione in gravidanza. Tipo lavare l’insalata con l’Amuchina: ve la immaginate Giorgia Meloni, in una pausa pranzo ritagliata tra un discorso e l’altro, tra un’ospitata televisiva e un dibattito con gli avversari, che chiede di avere un’insalata lavata con l’Amuchina?

SINDACO CON TETTARELLA – Lo scenario si fa ancora più interessante quando si provi a guardare oltre il 5 giugno, oltre un eventuale ballottaggio, all’avverarsi concreto dell’ipotesi di Giorgia Meloni sindaco di Roma a pochissimo dal parto. Il neo primo cittadino quasi non farebbe in tempo ad insediarsi che già arriverebbe il congedo di maternità, obbligatorio per le lavoratrici all’entrata nel nono mese.

E perchè non ipotizzare eventi di alta rappresentanza con un sindaco che usa la fascia tricolore come reggi bebè? Oppure un consiglio comunale con pausa obbligata allo scattare della poppata, mentre i vagiti di un’affamata e impaziente baby Meloni si alzano da Palazzo Senatorio: se avrà l’energia e la grinta della mamma non potrà che essere così, ma almeno saranno più che giustificate urla di piccina a risuonare sulle pendici del Campidoglio e non poco edificanti bagarre tra avversari politici poco politcally correct. Massimo rispetto per Giorgia Meloni e per la sua verve nel pensare di poter vivere l’inizio della sua avventura come mamma in contemporanea con quella come guida della città di Roma, a discapito di tutti quegli spauracchi che accompagnano i primi mesi di vita dei neonati: i risvegli notturni che privano mamma e papà del sonno, forme più o meno latenti di depressione post-partum, difficoltà della donna a trovare nuovi equilibri con se stessa, con il fagottino appena depositato dalla cicogna e con il proprio partner.

Se dovesse farcela amiche mamme, qualunque sia la nostra scelta alle urne, non potremo che sostenerla in un mammAvventura davvero fuori dal…Comune (battutaccia, ma era troppo calzante per non usarla in chiusura)!

MammAvventura

foto: vanityfair.it; politica.excite.it

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews