Giappone, nuova esplosione alla centrale nucleare di Fukushima

La centrale nucleare di Fukushima con i reattori evidenziati - foto nytimes.com

E’ il terzo reattore esploso e la situazione si fa sempre più rischiosa di ora in ora. Gli occhi del Giappone e del mondo intero sono tutti puntati su quel reattore n.2 della centrale di Fukushima-Daiichi e ai rischi di contaminazione radioattiva che ne possono conseguire dalla fusione del nodo.

Il ministro per la Strategia nazionale giapponese, Koichiro Genba, assicura che «non c’è assolutamente alcun rischio Chernobyl ma dalla Francia, l’Autorità per la sicurezza nucleare, fa sapere che gli incidenti ai reattori nucleari giapponesi dovrebbero essere classificati ad un livello di 5 o di 6 sulla scala internazionale (Chernobil fu classificata al livello 7)

Dopo le deflagrazioni che hanno interessato il reattore n.1 sabato scorso e il n.3 domenica,  ieri sera poco dopo le 6 locali (le 22 di ieri in Italia), è stata udita una nuova esplosione confermata più tardi dal governo giapponese che ha precisato come lo scoppio abbia danneggiato la vasca di condensazione del contenitore del nocciolo. Nei precedenti casi le esplosioni, dovute all’idrogeno, avevano danneggiato o distrutto la gabbia esterna del reattore, ma non il cuore dell’impianto.

L’EUROPA E I SUOI DUBBI – Intanto tutta l’Europa si interroga sull’atteggiamento da adottare nei confronti del nucleare. Una importante e tempestiva decisione è stata già presa da Angela Merkel che ha stabilito la chiusura in Germania di due degli impianti nucleari più vecchi del Paese mentre si deciderà presto se sospendere o meno il prolungamento di vita per altre 17 centrali. La Svizzera ha bloccato la procedura di domanda di autorizzazione alla costruzione di tre nuovi siti, mentre l’Austria chiede un riesame a livello europeo. E oggi, a  Bruxelles, la Commissione europea terrà un vertice con i responsabili ufficiali dei paesi Ue in possesso di centrali nucleari e con i gestori degli impianti.

SALE IL NUMERO DELLE VITTIME – Intanto l’emergenza continua. Il numero dei dispersi e delle vittime si fa sempre più agghiacciante: l’ultima stima parla di 6000 persone dopo il ritrovamento di altri 1000 cadaveri sulle spiagge della penisola di Oshika. Secondo le aspettative, il bilancio finale dovrebbe superare le 10.000 vittime. Tutti al sicuro invece i 29 connazionali italiani che si trovavano nelle zone colpite dal disastro.

Redazione

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