Giappone, l’astuzia di Abe e lo strumento delle elezioni anticipate

Con il Giappone in recessione tecnica, il Premier Abe ha sciolto la Camera bassa del Parlamento, annunciando elezioni anticipate. Una mossa tutta politica

abeLa crisi economica in Giappone ha subito prodotto il primo risultato politico; il Primo ministro, Shinzo Abe, ha annunciato lo scioglimento della Camera bassa del Parlamento, indicendo nuove elezioni per la metà di dicembre, con due anni di anticipo rispetto alla data normalmente prevista. Una mossa strategica quella preparata del Premier giapponese, che prova così ad associare la sua immagine alle misure anti-crisi, piuttosto che alla situazione in cui il Giappone è scivolato negli ultimi mesi.

ECONOMIA IN RECESSIONE – I dati  relativi al Pil, pubblicati negli ultimi giorni, hanno confermato che il Paese è entrato in un periodo di recessione tecnica. Nel secondo semestre dell’anno il dato è stato allarmante, con un calo del Prodotto del 7,3% annuo, il peggior rendimento tra le dieci economie più avanzate del mondo. L’ennesimo colpo ad una situazione tutt’altro che rosea, che ha indubbiamente risentito tanto dell’aumento dell’Iva, dal 5 all’8%, quanto di una mancata misura che adeguasse i salari, che forse avrebbe evitato una contrazione dei consumi. Ed in ballo c’è un ulteriore innalzamento, che porterebbe l’imposta al 10%, che Abe ha momentaneamente congelato, rimandandola al 2017, anche per evitare il colpo di grazia da parte dell’opinione pubblica.

ASPETTANDO L’ABENOMICS – Misure che vanno in netto contrasto con la Abenomics, la politica economica ultra-espansiva, basata sul sostegno della Bank of Japan, e annunciata da Abe come la misura necessaria per risollevare il Paese. Un pacchetto formato da tre direttrici: politica monetaria ultra espansiva, politiche flessibili, e riforme strutturali per promuovere una crescita a lungo termine. Una serie di misure che, almeno a parole, ridaranno fiato all’economia nipponica, o perlomeno faranno salire nuovamente la popolarità del leader giapponese.

CONSENSO IN CALO, MOMENTO GIUSTO – Già, perché il consenso nei confronti del Primo ministro, secondo i sondaggi più recenti, sta subendo un notevole calo, passando dal 50 al 44% negli ultimi tempi. Se il trend dovesse dimostrarsi omogeneo, Abe dovrebbe far fronte ad una crisi politica che lo toccherebbe in prima persona, coinvolgendo l’intero Partito liberal democratico. Senza poi considerare gli scandali finanziari che hanno colpito alcuni ministri del suo governo, che impongono per forza di cose un cambio nell’esecutivo, con facce nuove e  meno legate alla crisi.

REFERENDUM SULL’IVA – Indicendo elezioni anticipate, il primo obiettivo politico del Premier è l’entrata del Paese in un clima da campagna elettorale, all’interno del quale può giocarsi la carta del rinvio dell’innalzamento dell’Iva, una scelta che, secondo i sondaggi, viene condivisa dal 70% degli elettori. In questo modo, Abe potrebbe trasformare il consenso intorno alla misura in voti per il proprio partito, con lo scopo di arrivare ad avere nuovamente una maggioranza solida, con la quale poter varare le misure in agenda.

abeMISURE IMPOPOLARI –  Tuttavia, la strada per il Primo Ministro giapponese non è così in discesa come potrebbe sembrare. In ballo difatti ci sono altri temi che l’opinione pubblica sente particolarmente, e sui quali finora si è dimostrata in contrapposizione con l’orientamento tenuto da Abe. Primo tra tutti la riapertura delle centrali nucleari, con la grande maggioranza del Paese contraria dopo i tragici fatti di Fukushima. Ma non è da sottovalutare la possibile modifica dell’articolo 9 della Costituzione, attraverso il quale il Giappone rinuncia alla guerra come diritto sovrano, decidendo di non mantenere alcuna forza militare.  Se dovesse passare la linea caldeggiata dal Premier, lo Stato nipponico accetterebbe il concetto di ‘autodifesa collettiva’, attribuendo un ruolo proattivo alle forze armate nipponiche, e rendendosi altresì disponibile a partecipare ad eventuali missioni all’estero.

OPPOSIZIONE DEBOLE – E il fatto che la scelta avvenga proprio in questo periodo non è ovviamente da considerarsi un caso. Politicamente parlando, Abe ha scelto il momento migliore per avere un confronto diretto con i suoi avversari politici, contando di poter sfruttare le debolezze di un’opposizione disunita e con scarsi contenuti. Nonostante gli avversari del Premier abbiano provato a contestarne la decisione, facendo leva sull’ingente spesa che le casse statali dovrebbero sostenere per un’inattesa tornata elettorale, la popolarità di Abe, rinsaldata dal sopracitato rinvio dell’Iva, ha presto disinnescato ogni possibile contromossa.

TUTTO SUL FUTURO – Ciò che indubbiamente fa riflettere, è l’abilità di Abe di spostare il dibattito sul terreno che più gli conviene. Non sulla crisi del Paese, ma sulle misure che il suo governo intende prendere per uscirne, come se fosse un attore nuovo, entrato all’ultimo minuto all’interno dell’arena politica. L’uomo della provvidenza, un trucco che funziona sempre, specialmente in tempo di crisi, ed in grado di trasformare il politico più screditato nell’uomo per tutte le stagioni. È proprio vero che tutto il mondo è paese.

Carlo Perigli
@c_perigli

 

foto:  formiche.net

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